Essere comunità: orientamenti per il militante identitario

di Giuseppe Palazzo.

“Per noi la Comunità è il terribile desiderio di una vita autentica”. Questo è l’urlo di dolore dei sopravvissuti, lanciato nella solitudine del deserto, o delle rovine. “Essere Comunità, orientamenti per il militante identitario” è un tracciato del risveglio, una guida lucida ed ispiratrice che conduce alla libertà.
Tra le rovine del presente, l’Autore del libro Marco Scatarzi individua nella Comunità il rifugio degli uomini liberi, ma non solo un rifugio. Esso è anche “un castello che custodisce il fuoco e forgia i ribelli” dove gli uomini rimangono tali, e riconoscono “ancora lo sguardo dei propri simili”. Ma cosa intende per Comunità? Di quali valori è composta? “… se riconosciamo gerarchie visibili e naturali, se percepiamo un legame cameratesco che lega i suoi membri… una tensione ideale e una volontà disinteressata di mettersi al servizio della causa condivisa, ci sono i presupposti per considerare quel gruppo una Comunità”. Dunque rappresenta un miracolo immerso in una società fondata sull’egoismo, l’utilitarismo e il materialismo. E’ l’alveo di forze dove si mantiene forte il Fuoco, si combatte per una rigenerazione, si coltivano uomini pronti a sacrificarsi.
Da qui parte la critica al nostro tempo e alla decadenza valoriale di una società sradicata, che rifiuta e disprezza le sue radici, precaria, flessibile, atomizzata. Il ”politicamente corretto”, il pensiero unico e l’ondata di conformismo che ne deriva sono alcuni dei segni tangibili del kali-yuga: l’età oscura della mitologia indo-aria, durante la quale viene spazzato via il passato, ed esiliata la Tradizione. Scatarzi, nel corso del libro, mette in rassegna vari uomini che ci danno una Dottrina, ci suggeriscono un Codice di valori, da Cadreanu, Veneziani, Benoist a Mishima, e tanti altri. La condotta suggerita riguarda l’onore, il ritrovamento della disciplina e della fedeltà, il coraggio e l’eroismo. Elemento considerato deleterio è l’egualitarismo straripante della società moderna, che riduce a sciame indiscriminato e indifferente, contrapposto al valore della gerarchia, intesa come spontanea e naturale, che dà ordine e forma alle cose, capace di esprimere un incarnatore della Comunità e della causa verso cui si tende.
Scatarzi riesce a smascherare perfettamente la natura del progresso moderno che nega la possibilità di vivere una vita intesa eroicamente, concepita in maniera trascendente e spirituale. Il ritorno alla Comunità è la speranza di domani e di oggi, è l’Agoghè spartano dove si addestrano i militanti per resistere e contrattaccare, “è liberazione spirituale… è aristocrazia dello spirito e socialismo di trincea”.

Questo libro è stato pubblicato da “Passaggio al bosco”, rivoluzionario progetto editoriale controcorrente che promuove una narrativa identitaria, spirituale e non conforme.

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