Il Mattarella che vuole governare

di Paolo Muttoni.

La formazione del nuovo governo si sta dimostrando più difficile e complicata del previsto. A causa di disaccordi tra Salvini e Di Maio? No, a causa delle ingerenze di un Presidente della Repubblica, che nelle ultime ore sta abusando delle sue prerogative presidenziali.

In principio l’oggetto del contendere fu il Prof. Guido Sapelli, papabile premier della coalizione giallo/verde, che stando ad indiscrezioni sarebbe stato rifiutato da Mattarella, obbligando Salvini e di Maio a ripiegare su Giuseppe Conte. Già qui qualche malumore lo si era creato, però era rimasto insabbiato e non gli si è dato molta importanza.

Presidente della Repubblica, di cui avevo già parlato in un mio precedente articolo, che si sta comportando come un vero e proprio arbitro, molto poco imparziale.

Ora l’oggetto del contendere è il futuro ministro dell’economia, il Prof. Paolo Savona, a cui Mattarella pare proprio non voler consegnare il dicastero economico. Per quale motivo? Semplicemente perché Savona ,come Sapelli, ha posizioni fortemente euroscettiche e di poca amicizia verso una Germania, che sembra voler comandare su tutti i paesi dell’eurozona.

Mattarella, nel suo pieno diritto costituzionale, aveva rifiutato l’indicazione del premier da incaricare (anche se rimane qualche dubbio sul metodo, poiché il Presidente della Repubblica potrebbe anche rispettare la volontà popolare), sta effettivamente esagerando sul cosiddetto “caso Savona”. Lega ed M5s non arretrano (giustamente) sul prof come ministro dell’economia; il nostro caro presidente rifiuta l’indicazione del ministro non per questioni morali oppure giudiziarie, ma semplicemente perché va contro la linea politica che il colle vuole imporre, una linea profondamente europeista (ed anche di sinistra). Se Mattarella non vuole un governo legastellato, lo dica chiaramente senza giri di parole.

In questo modo il PDR sta andando forzatamente contro l’articolo 92 della Costituzione (“Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri.“). Scelta diversa da quella che riguardò la proposta – con rifiuto da parte dell’allora Presidente Scalfaro – di Previti al Ministero di Grazia e Giustizia nel ’94: lì vi era un conflitto di interessi, essendo egli l’avvocato di Berlusconi, con quest’ultimo incaricato nella formazione dell’esecutivo. Con Savona, invece, non vi è la stessa querelle, ma un diniego chiaro per partito preso, nonostante il PDR, in teoria, debba essere una figura “laica”, svincolata dalle logiche elettorali.

Siamo d’accordo che sia il garante della costituzione, però in questo modo la sta oltrepassando. Non ci sono , per il momento, gli estremi di una messa in stato d’accusa, ma se la cosa dovesse perdurare, e se si dovesse andare a nuove elezioni, Mattarella potrebbe diventare il principale bersaglio di Lega e pentastellati. Detto ciò nutro la speranza che Salvini e Di Maio non arretrino su Savona, col motto “O Savona o le elezioni”, per questione di principio, e per non tradire la volontà popolare.

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