“Pacifismo” antagonista: minacce di morte al candidato di CPI

di Chiara Soldani.

C’è chi predica bene e razzola male: anzi, malissimo. C’è chi contesta, con ira suprema, un banchetto poi assaltato. C’è chi “protesta” per futili motivi, ignorando eclatanti episodi. C’è inoltre chi minaccia, augurando la morte. E c’è il minacciato, in questione, che persevera e reagisce nel buon nome di una missione: lui è Massimiliano Pugliese.

Candidato al Municipio VIII (Roma), Pugliese è diventato bersaglio dell’antifascismo becero e purulento, che si veste  (ipocritamente) di “peace&love”: ossimori e dicotomie.

Ma non erano loro i “picchiatowi”? Vorrei chiederlo, anche oggi, al genio dell’economia Alan Friedman. I fatti, però, parlano chiaro: i millantati carnefici, in realtà, sono le vittime.

<<Non ci faremo intimidire>>, <<Pugliese appeso<>, <<Fascio occhio al cranio>>. “Questi episodi – interviene Davide Di Stefano, Responsabile romano di CPI – non fanno altro che confermare come la politica della sinistra sia fatta esclusivamente di violenza e slogan anni ‘70 e incapace di un confronto politico con i propri avversari. Una campagna elettorale fatta di degrado, deturpamenti, minacce ed intimidazioni. Siamo curiosi di sapere cosa ne pensa il candidato dei centro sociali Ciaccheri visto il silenzio di questi giorni”. “Gesti come questo – aggiunge Massimiliano Pugliese – ci fanno capire che siamo sulla strada giusta. Gli autori di questo gesto possono stare tranquilli: non ci faremo di certo intimidire da queste pagliacciate. Noi, al contrario, siamo pronti ad entrare in consiglio municipale e rappresentare i veri interessi dei cittadini”.

I muri, vilmente imbrattati da “quei pacifisti dei centri sociali”, risultano più efficaci di una potente gastrolusi: estremo disgusto. Ma questa è forza effimera: oggi più che mai gli antagonisti sono lo “yin” (buio, male, morte) e CasaPound lo “yang” (la luce, il bene, la vita). A Massimiliano Pugliese, solidarietà ed i migliori auguri per le imminenti elezioni.

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