Accogliamoli, ma a casa loro. I falsi solidali

di Andrea Galtieri.

Radical chic, finti solidali, non si sa più come chiamarli, una categoria di persone che hanno – tra loro – una cosa in comune: l’ipocrisia.
Sì, ipocrisia, predicare bene ma razzolare male. Predicano il bene, l’uguaglianza e la fratellanza e poi sono i più egoisti e meschini di coloro i quali vengono accusati di essere cattivi e razzisti.
Un ottimo esempio possono essere i protagonisti del film francese “Benvenuti…ma non troppo” in cui si mostrano gli effetti di un provvedimento straordinario del governo francese che stabilisce che ogni famiglia con sufficiente spazio debba accogliere in casa propria alcuni senzatetto. Questo evento stravolgerà le opinioni e le basi di partenza – a prescindere dalle ideologie politiche. Si tratta di una sorta di osservazione del comportamento riguardo l’ipocrisia di certi pensieri, dalla famiglia sinistra liberale, in cui il marito-scrittore rimane a casa a curare la bambina mentre la moglie insegna all’Università, alla famiglia tipicamente borghese ed agiata, passando per uno scapolo, effemminato, della sinistra raffinata e colta.
Ma il personaggio fulcro della narrazione è la portinaia del palazzo in cui si svolge la storia, presumibilmente, un’elettrice del Front National – dal nome del gatto, Jean-Marie, neanche a dirlo!
finti solidali – i radical chic, impersonati dalla professoressa di sinistra – si organizzano, prima per evitare la misura d’accoglienza a casa loro, poi, si organizzano, tramite la portinaia, la quale gestisce una rete di scambio degli ospiti – più o meno graditi, per scambiare gli ospiti, evidentemente sgraditi, infischiandosene della destinazione di questi ultimi: una casa occupata abbandonata al degrado.
Il succo della questione è l’ipocrisia di queste famiglie tutte spinte verso un’accoglienza a parole, ma quando si arriva alla prova, concreta, dei fatti si lasciano andare al peggiore dei razzismi e dei maltrattamenti, arrivando a relegare una ragazza-madre con la figlia in una soffitta.
La visione di questa pellicola francese può far riflettere sia a destra che a sinistra, riguardo un tema come quello dell’accoglienza e delle sue modalità e dei cambiamenti che porta con sé.

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