Colpa di Rosato e Mattarella?

di Leandro Castelli.

Dopo più di 80 giorni dalle elezioni del 4 marzo ci ritroviamo con l’ennesimo Governo del Presidente. Ad oggi non sappiamo se il Governo guidato da Cottarelli avrà la maggioranza in Parlamento, anche se le dichiarazioni degli esponenti del Movimento 5 Stelle, Lega e Fratelli d’Italia fanno pensare ad una sfiducia sul nascere; però bisogna partire da qualche mese fa, il 3 novembre 2017, giorno della promulgazione del Rosatellum, questa legge ha preso il nome dal suo relatore Ettore Rosato (PD) e disciplina le elezioni della Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica. Questa legge, a parer mio, è la base di tutti i problemi del “dopo elezioni” perché fin dalla sua promulgazione questa legge ha avuto tante critiche perché non avrebbe garantito una maggioranza nelle due Camere e quindi uno stallo del tutto prevedibile. Dopo le elezioni nessuna coalizione o partito è riuscita a raggiungere la maggioranza necessaria per governare, quindi uno stallo politico che non ci voleva in questo delicato periodo con l’Unione Europea che ha messo una grossa pressione al Bel Paese. Dopo settimane il Movimento 5 Stelle e Lega iniziano a scrivere il Contratto di Governo e dal quel momento si è incominciato a parlare in modo minaccioso di spread, mercati finanziari e risparmi in pericolo cercando di mettere paura al popolo. Dopo giorni di lavoro, Lega e M5S hanno trovato un accordo sul nome del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e sulla nomina dei ministri, tra cui il Paolo Savona candidato al ruolo del Ministro dell’Economia, la causa del mancato governo giallo-verde. Perché è l’ex ministro la causa del mancato governo? Il Presidente della Repubblica Mattarella ha posto un veto sul suo nome perché molto critico riguardante l’Unione Europea e l’unione monetaria, il suo nome ha spaventato i mercati facendo arrivare lo spread a quota 200 punti, soglia che fu raggiunta anche nel 2017. Con il veto del Presidente posto su Savona, il governo Conte non è potuto partire e quindi nella serata del 27 maggio 2018 è partita una crisi istituzionale senza precedenti.

A mio parere il Presidente della Repubblica non aveva diritto di mettere veto su un ministro per le sue idee politiche in quanto, Mattarella è una figura istituzionale superpartes e i due partiti hanno la maggioranza assoluta sia alla Camera che al Senato, anche se a Palazzo Madama è risicata, inoltre i due partiti hanno messo al voto il contratto di governo che è passato con la grande consenso da parte dei votanti. A questo punto consiglio a Mattarella di dimettersi perché ormai il popolo lo ha sfiduciato, un qualsiasi governo del Presidente non avrebbe i numeri per governare e grazie alle sue scelte, tra le quali la firma sul Rosatellum e la mancata nomina del governo giallo-verde, ci ritroviamo senza un governo e con la pressione da parte dell’Europa ancora più pesante.

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