La notte più buia della storia della Repubblica

di Paolo Muttoni.

La sera di domenica 27 maggio passerà alla storia come una delle più buie della nostra era repubblicana, dopo Moro e Tangentopoli.

Sembrava una tranquilla giornata di primavera, il sole si stagliava sulla penisola ed il governo sembrava in procinto di formarsi. Pareva solo una formalità la salita al colle di Conte per comunicare la lista dei ministri al Presidente Mattarella: dopo di ciò sarebbe partito il governo del cambiamento.

Ma fin dalle prime battute, eravamo intorno alle 17 del pomeriggio, cominciavano a girare voci preoccupate ed allarmate “si torna al voto” . . . “la situazione è gravissima”: sembravano solo voci senza alcun fondamento. Dopodiché filtra la notizia di due incontri segreti tra Salvini ed il colle e Di Maio sempre con Mattarella: partono i primi veri allarmismi. Quando la situazione era confusa, prende la parola Salvini dal congresso regionale e della Lega a Terni , si capisce subito che i toni sono da campagna elettorale, e che il tentativo del governo legastellato si era arenato sullo scoglio Paolo Savona. Il resto, le dichiarazioni di Conte e Mattarella sono storia già scritta. Prima però, solo 30 minuti dopo il suo discorso, Mattarella chiama Cottarelli al Quirinale , ed ho detto tutto. Qui parte una delle notti più buie della nostra repubblica: la situazione appare gravissima da subito, la crepa istituzionale è aperta. Di Maio attacca subito il Capo dello Stato chiedendone la messa in stato d’accusa, sul web e tra la gente impazza la protesta, Salvini più moderatamente chiede calma e di ragionare a sangue freddo.

Seguendo personalmente su La7 tutta la vicenda, faccio i complimenti a Mentana e Giletti per il servizio pubblico che hanno profuso. A Non è l’arena il clima è dei peggiori, giornalisti che urlano contro il Quirinale ed invocano la sovranità popolare. Partono i primi comizi di Salvini ed i 5 stelle, i toni sono come mai visti e durissimi contro il Colle. Tra i più scatenati sicuramente Di Battista, che inveisce contro il Quirinale.
Forza Italia ed il Partito Democratico parlano di vicinanza al Presidente della Repubblica e di attacco della democrazia da parte dei legastellati.

Una notte che, personalmente, è difficile da raccontare perché la situazione pareva gravissima, i toni sono andati oltre, giustamente, perché questo governo era veramente fatto per salvare l’Italia e portarla su altri binari .

Dopo qualche minuto , a caldo, la mia reazione è questa: “La Democrazia Italiana è un cadavere in putrefazione” (Sono Tornato).

Dopo 80 giorni di stallo si erano formati una maggioranza, un governo, un premier, con un programma condiviso che avrebbe rilanciato l’Italia. Il Presidente della Repubblica si è impuntato sul nome dell’egregio Prof. Savona come Ministro dell’economia per motivi politici, contrastando moralmente l’articolo 92 della Costituzione. Non è più una questione di colore politico ma adesso è una questione di DEMOCRAZIA.

Parlare di messa in stato d’accusa, forse è troppo, però il Capo dello Stato è andato oltre: ha schernito l’articolo 1 della Costituzione, ha bocciato un ministro per le sue idee politiche, tutto il resto sono chiacchiere. Vedremo ora cosa succederà, la situazione è grave e difficile, che sicuramente non sarà risolta dal governo Cottarelli, che non avrà la maggioranza , ed è già dimissionario primo di cominciare.

La soluzione più ovvia, alla prossime elezioni, sarà un’alleanza Legastellata che “rischia” di raggiungere seriamente la maggioranza assoluta, ipotizzando un 60-70%. Vedremo, con un unico obiettivo, se sarà salvata la democrazia, che ad oggi, in Italia, è sospesa.

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