Giancarlo Giorgetti: la mente di Salvini

di Paolo Muttoni.

La nascita del nuovo governo ha avuto un regista fondamentale: il vice segretario della Lega Giancarlo Giorgetti. È nato nel 1966, a Cazzago (VA), figlio di Natale e Angela, pescatore il padre e operaia nella Tessitura Piatti la madre. Si laurea in economia all’università Bocconi di Milano, è sposato e ha un figlio di 16 anni. Appassionato di calcio e tifosissimo di Juventus e Varese (una curiosità: nel 2006 Giorgetti rifiutò un finanziamento da un banchiere dicendogli di darli alla squadra di calcio del Varese per aiutarla a salire dalla Serie C2).

Leghista della prima ora, per anni segretario nazionale della lega lombarda e presidente della commissione bilancio della camera dei deputati. Inoltre nel 2011 fu scelto, dall’allora Presidente della Repubblica Napolitano, per far parte della commissione di saggi, che avrebbero avuto il compito di redigere un piano di riforme economico istituzionali per rilanciare il paese, in un momento di crisi come quello del 2011.

È stato braccio destro di Bossi prima, Maroni poi e Salvini adesso. È in particolar modo con quest’ultimo che Giorgetti si è rilevato fondamentale.

Fin dal 5 marzo è stato il regista, silenzioso, delle mosse del leader leghista, che, va detto non ha sbagliato un colpo. Il leader leghista ha mandato da subito “La sua mente” in avanscoperta per verificare la possibile alleanza con i pentastellati.  Mente che è stato papabile candidato a svariate cariche, Presidente della Camera, Possibile Premier, Possibile ministro dell’economia, sinonimo di come Giorgetti sia una persona stimata da destra a sinistra.

Giorgetti che si è rilevato fondamentale in questi ultimi giorni, decisivi per la formazione del governo, decisivo per mantenere i rapporti con Berlusconi ed in contemporanea formare l’esecutivo con i pentastellati. La frase che gira, su svariati organi di informazione, attribuita a Giorgetti è quella di aver parlato con il “Demonio” cioè Mario Draghi, se confermata, si rivelerebbe decisiva per la formazione del governo. Infatti in un momento in cui il paese stava andando in contro ad un voto in piena estate con collegata crisi politico istituzionale, Giorgetti pare abbia trovato la chiave per convincere Salvini e Di Maio a smussare le loro posizioni per il bene del paese.

Politicamente è stato di grandissima importanza, nonostante sia stato sempre in secondo piano, dalla Lega di bossi a quella di Salvini, è stato anche abile nel conservarsi nell’ambito del cambiamento della linea politica del partito.

Oggi è sottosegretario alla presidenza del consiglio, ruolo chiave ed importantissimo, ma non di primo piano a livello mediatico, a conferma del fatto che Giorgetti è uno che lavora molto, ma nell’ombra. Ed è la storia che ci insegna questo: i migliori uomini politici sono quelli che lavorano dietro le quinte.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *