“Le famiglie gay non esistono”: ben detto, Ministro!

di Chiara Soldani.

È la normalità la vera rivoluzione. Sembra ricordarci questo, il neo Ministro della Famiglia e disabilità Lorenzo Fontana: un assioma, quanto mai condivisibile. “Ci sono mamma e papà. Mi batto per la normalità. L’odio delle élite non mi spaventa”: parole schiette, sincere, politicamente scorrette (ora) ma profondamente vere (sempre). Il neoministro leghista cita Pio X, dichiarando orgogliosamente la sua devozione:”Fiero di dirmi cristiano e di essere per la vita”, aggiunge. Che duro colpo per i progressisti-abortisti, per i “pro tutto” meno che valori. Meno che “Famiglia”. Polemiche e calunnie, fanno già sfoggio del loro sotterraneo livello: inqualificabile.

Abbiamo affermato cose che pensavamo fossero normali, quasi scontate: che un Paese per crescere ha bisogno di fare figli, che la mamma si chiama mamma (e non genitore 1), che il papà si chiama papà ( e non genitore 2). La reazione di certi ambienti che fanno del relativismo la loro bandiera è stata violentissima”. Queste le parole di Lorenzo Fontana, pubblicate sul Tempo. E ancora:” La rivolta delle élite non ci spaventa e non ci spaventa affrontare la dittatura del pensiero unico”.

Dopo il Fontana (Attilio), ora Governatore della Lombardia, bersaglio prediletto di buonisti “pro migrants” per la tanto vituperata “razza bianca da difendere”, ecco balzare agli “orrori della cronaca” l’altro, di Fontana: bizzarre omonimie. Affinità gentilizie a parte, conforta sapere che in questo Paese dopato di violento progressismo e dogmatico anti valore, ci siano difensori della “sana e vecchia tradizione”. Non piacerà certo ai buonisti “arcobalenati”, la viralissima frase del Ministro “La famiglia gay non esiste”. Lo stesso dicasi per l’affermazione “pro vita”:”Più figli, meno aborti”. La signora “+Europa”, sue elettori ed adepti tutti, stanno tuttora assumendo calmanti potenti. Ed in dosi massicce.

Parlano di Medioevo, i vari Vendola, Cirinnà, paladini da gay pride. Perché è tanto comune quanto erronea convinzione che “valori, tradizioni ed ideali” siano il passato, l’ormai estinto. Ma non vi è “oggi” senza “ieri”: e figuriamoci uin “domani”! Perciò, tanto attuale risuona Julius Evola: “ Il tradizionalismo è la più rivoluzionaria ideologia dei nostri tempi”. Al Ministro Lorenzo Fontana, sinceri auguri di buon lavoro.

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