Salvo Pogliese: quel giovane diventato grande che sogna Palazzo degli Elefanti

di Luigi Provini.

L’ha definita “una scelta d’amore per Catania”. In questo modo Salvo Pogliese, catanese purosangue classe 1972, ha spiegato il perché della sua candidatura a sindaco della città dell’elefante. Pogliese, oggi europarlamentare e coordinatore provinciale di Forza Italia, proverà a varcare la soglia del palazzo di città e potrebbe farlo già dalla settimana prossima. Infatti, qualora il candidato azzurro dovesse superare, già Domenica 10, il 40% delle preferenze si garantirebbe l’elezione al primo turno e senza bisogno di ballottaggio. La sua elezione riconsegnerebbe la città al centrodestra replicando, a livello comunale, quanto accaduto qualche mese fa ( era il Novembre 2017) al vertice della Regione Siciliana,  con il passaggio di testimone, tra centrosinistra e centrodestra, in favore del neo Governatore Nello Musumeci.

Comunità, continuità, appartenenza e coerenza sono alcune delle parole chiave che possiamo utilizzare per descrivere il percorso, in parte svolto e in parte oggi immaginato, dall’aspirante primo cittadino. Lui stesso ha voluto sottolineare come <<Quando, trent’anni fa, con la comunità di giovani sognatori alla quale appartenevo, cominciammo a fare politica, ci immaginavamo come potesse diventare la nostra città. Quella città nella cui università ci siamo formati, scegliendo per ciascuno di noi la strada più rispondente al proprio modo di essere. Chi nelle professioni, chi scegliendo l’impegno politico e nelle istituzioni, tutti con l’ambizione e la speranza di poter, un giorno, partecipare attivamente alla costruzione di una Catania diversa.

Oggi – ha continuato Pogliese – quella comunità di sognatori ha la possibilità di rendere concreta quella ambizione e quella speranza. Non abbiamo mai smesso di sognare ad occhi aperti, seguendo l’insegnamento di Thomas Lawrence. E adesso abbiamo la possibilità di realizzare i nostri sogni>>.

Certamente, in questi tre decenni e proprio a partire dagli anni della seconda adolescenza, l’ascesa del giovane, poi divenuto grande, Pogliese è proceduta, spedita, tappa dopo tappa. Nel 1993, da studente della Facoltà di Economia e Commercio  dell’Università degli Studi di Catania e dopo aver maturato esperienza nel Fronte della Gioventù avendone ricoperto i ruoli di Segretario regionale e Dirigente nazionale, il raggiungimento del primo grande obiettivo giovanile; il Senato Accademico. Poi, fino al 1997, l’esperienza al Consiglio d’Amministrazione d’Ateneo. Nello stesso anno il primo passo nella politica territoriale e l’elezione al Consiglio comunale etneo come esponente di Alleanza Nazionale. Sei anni dopo, era il Luglio del 2003, diventa Assessore allo Sviluppo Economico della Provincia Regionale di Catania sotto la presidenza di Raffaele Lombardo. Tra il 2006 e il 2012 arrivano tre elezioni consecutive all’Assemblea Regionale Siciliana. L’esperienza da deputato regionale viene interrotta nel Maggio del 2014 quando Pogliese, con 61.186 voti nella circoscrizione insulare, viene eletto al Parlamento Europeo. Oggi, a distanza di quattro anni dall’elezione all’europarlamento, a Catania in tanti si augurano che l’esperienza di Pogliese a Bruxelles possa interrompersi. Significherebbe riabbracciare quel giovane che la città ha cresciuto, coccolato e formato. Quel giovane, oggi navigato, che potrebbe determinare una sterzata che in  molti auspicano. Svoltando a destra, naturalmente.

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