In ricordo di Gianluca Buonanno

di Chiara Soldani.

L’esempio è il miglior ricordo. E quello di Gianluca Buonanno, a due anni dalla sua scomparsa, è sempre vivo in noi. Natio di Borgosesia, piccolo gioiello nella valle alpina di Valsesia, Buonanno avvia il suo percorso politico nell’MSI di Almirante: figura, da lui, fervidamente ammirata. Dapprima  consigliere provinciale per Alleanza Nazionale, a Vercelli, nel 2002 viene eletto sindaco di Varallo tra le fila della (allora) Lega Nord.  Il CV politico di Buonanno, annovera traguardi importanti. Ciò nonostante, mai ha abbandonato il profondo radicamento nel suo territorio: una presenza non solo fisica, ma anzitutto carismatica. Non a caso, nel 2007 viene riconfermato quale primo cittadino della ridente Varallo. Assessore, poi, al comune di Borgosesia ed eletto al consiglio regionale piemontese, decide di lasciare il seggio a Paolo Tiramani per poter proseguire la sua carriera parlamentare. Nel 2014, inoltre, viene rieletto sindaco: un’acclamazione popolare, degna della sua persona.

Altri successi importanti: Deputato nella XVI Legislatura, è risultato il più virtuoso  per numero di presenze alla Camera (98% circa). Nel 2011 esprime formale rinuncia a un eventuale futuro vitalizio parlamentare : pregevole gesto, di pregevole persona. Il  25 febbraio 2013 viene rieletto alla Camera dei Deputati ed entra  a far parte del Consiglio direttivo del gruppo parlamentare della Lega Nord.

Candidato, inoltre,  alle Elezioni europee del 2014, si attesta come secondo candidato più votato della Lega Nord (Circoscrizione Nord-Ovest), dietro al segretario nazionale Matteo Salvini . Eletto parlamentare europeo, lascia la Camera dei Deputati.

Gianluca Buonanno è  passato agli onori della cronaca e  della mediatica attenzione per il suo colorito e genuino linguaggio “politicamente scorretto”. Non solo: celebri sono stati i suoi plateali gesti di protesta (sia in sede europea, che per mezzo tv). “Si fa sempre finta di nulla, le vittime sono sempre gli omosessuali. Invece no, esistono delle situazioni imperdonabili anche in altri ambiti, si pensi alle denunce nel mondo della Chiesa. Ai gay sembra sempre tutto dovuto, invece ognuno deve stare al proprio posto, tutti hanno i diritti, però loro su ogni cosa si sentono discriminati. Quando succede che un omosessuale viene malmenato viene fuori un grande clamore, ma nessuno dice niente quando chi è malmenato non è gay”. Queste, alcune delle sue dichiarazioni sugli omosessuali, nel 2011: in piena discussione sulla Legge contro l’omofobia. Argomento, peraltro, quanto mai attuale. Strenuo oppositore del gay pride, da lui così testualmente   definito:  “ Al Gay Pride si vedono delle scene che fanno schifo, scene orripilanti. Il Pride fa schifo…”.

“Ruspanti” (anche), le posizioni assunte sul mondo Rom: ”I Rom sono la feccia della società”, tuona nel 2015, durante la trasmissione tv Piazzapulita. Con, immancabili, filoni polemici e mediatici strascichi: more solito!

Su Gianluca Buonanno, però, del tanto detto manca “Il tutto”: esternazioni folkloristiche a parte (suffragate da buonsenso disarmante), “l’eterno primo cittadino” ha economicamente aiutato moltissime famiglie italiane. Testimoniato da chi lo conosceva bene, in primis il professore e conduttore Paolo Del Debbio, Buonanno ha sempre dimostrato altruismo e generosità senza riserve: malpensanti permettendo.

Ecco perché quel maledetto 5 giugno 2016, abbiamo tutti perso un politico adamantino, una persona leale, un bravo padre di famiglia. Incidente tanto maledetto quanto, tuttora, misterioso: le indagini effettuate hanno ipotizzato una fatale disattenzione alla guida, causa del violentissimo scontro con la  Mercedes parcheggiata in corsia d’emergenza. Buonanno si sarebbe chinato per raccogliere il cellulare che stava squillando. Gli agenti sullo smartphone hanno infatti  trovato una chiamata senza risposta, negli stessi attimi dell’impatto. Sarà stata questa la reale dinamica dei fatti? Ipotesi a parte, una cosa è certa: Gianluca Buonanno, manca. E tanto. A lui, oggi, rivolgiamo con affetto il nostro pensiero. Ringraziandolo, per l’esempio di coraggioso e dissidente impegno.

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