Finalmente c’è un Governo.La Lega vaga persa nell’oscuro bosco grillino.

Di William Grandonico

Possiamo finalmente dire che l’Italia ha un governo. Un governo di espressione non direttissima da parte dei cittadini, ma pur sempre una maggioranza politica e non catapultata da poteri forti o dalla BCE. Finalmente, ieri, il governo Conte, ha portato a casa la maggioranza anche alla Camera dei Deputati.

Ci uniamo anche noi all’augurio di buon lavoro al Presidente del Consiglio Conte e a tutta la squadra di Governo. 

Ieri, nella discussione alla Camera si sono succedute varie voci. Quelle dei forzisti, che non hanno risparmiato alcuna critica al neonato governo, quelle dei piddini che hanno annunciato di “dare battaglia” dentro e fuori dal Parlamento e quelle della Meloni, dure, decise, forti e piene di senso patriottico.

Non poche le parole dure e ferme quelle del capogruppo alla Camera, Mariastella Gelmini, contro la maggioranza e contro il collega, alleato, Matteo Salvini. “Salvini – ha detto la Gelmini – è stato un ottimo capo della Lega e i risultati ottenuti dal suo partito sono lì a dimostrarlo. Ma, diversamente da Silvio Berlusconi, non è stato capace di essere un buon capo del centrodestra, fallendo nel dare unità, forza e coesione alla coalizione”. Questo l’affondo dell’ex ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini.

Anche la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, non ha risparmiato critiche al Governo Conte. “Non sappiamo se avrà la tempra per difendere questa nazione, questa patria al cospetto dei Trump, dei Merkel, dei Macron – affonda la Meloni – non sappiamo se farà la fine del pesce rosso nella vasca dei pesce cani”. “Tiferemo perché questo governo faccia bene. Lavoreremo sodo, perché noi siamo prima di tutto, sempre e ovunque dalla parte degli italiani” – Conclude la leader di Fratelli d’Italia.

Un centrodestra che appare sconvolto e sballottolato da una forza centrifuga tutta interna a un discorso di poteri e di leadership che la conferma naturale della pressione politica, non ancora riesce a definire. La storia recente appare chiara, il centrodestra era unito, aveva i numeri, le idee, i principi, che come radici profonde, non gelavano (per ricordare una famosa frase). Adesso, sembrano scomparse nell’oscurità della terra. Basterebbe innaffiarle e far sbocciare di nuovo quel fiore, che in futuro crescerà e formerà un busto forte, coperto da un cappotto di corteccia indistruttibile. In questo momento, quella che pare essere la corteccia (avendo fede nei numeri), è scappata in un altro bosco, quello che pare non essere incline ai valori che da sempre ci hanno differenziati da chi crede nel riconsegnare la dignità agli italiani regalando bonus e redditi.

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