«Io, ex Pd, felice del Governo Lega-M5S. Insultare chi non ha votato a sinistra è squallido»

di Elena Ricci.

È la voce di una donna, mamma, dottoressa in legge impegnata in politica, che in quella sinistra in cui credeva, non ci si rivede più.

Gabriella Miglietta è consigliere comunale (ora indipendente, dopo la presa di distanze dal PD) a Grottaglie, un comune della provincia di Taranto.

Dopo la sua presa di distanze pubblica dal Partito Democratico, tanti cittadini le hanno chiesto un parere sull’attuale situazione politica italiana. La Miglietta – raggiunta da noi anche telefonicamente – risponde con un video.

«Sono contenta del Governo Lega-M5S perché è il riflesso della volontà popolare – dice – chi ha perso le elezioni e i loro elettori, dovrebbe farsi un esame di coscienza e chiedersi come mai a questo giro, l’italiano abbia votato diversamente mandando loro a casa. Forse perché c’è povertà? Non c’è lavoro? I giovani sono costretti ad andare via? Non c’è sicurezza. O forse perché le incompetenze che additavano a queste forze politiche in realtà sono le loro?».

Non usa mezzi termini la Miglietta e in merito all’appellativo ‘razzista’ rivolto a Matteo Salvini, risponde: «Matteo Salvini non è un razzista. ‘Razzismo’ è la parola con la quale si sciacqua la bocca il buonista, il populista e l’ipocrita. Salvini non ha imposto la supremazia di una razza rispetto ad un’altra, vuole semplicemente operare la giusta distinzione tra la gente per bene e i delinquenti, a prescindere dal colore della pelle. In merito all’accoglienza – continua – se a casa mia è in corso una guerra tra poveri e a tavola mio figlio non ha cosa mangiare nel suo piatto, mi spiace, ma io non posso ospitare nessuno».

Abbiamo contattato Gabriella Miglietta per avere qualche dettaglio in più. «Io sono una persona obiettiva – ci ha detto – non mi piace fare la radical chic sulle spalle degli altri. Il popolo italiano non è razzista, ma è stanco. Il popolo italiano non accetta chi delinque, non lo straniero in quanto tale».

Questo è risaputo, ovvero che la sinistra in nome del politicamente corretto, etichetti come ‘razzista’ anche coloro che osano pronunciare la parola ‘immigrato’ o ‘clandestino’ a maggior ragione, se questi sono protagonisti di fatti di cronaca.

«Essere di sinistra non significa difendere i delinquenti. E’ intollerabile. Se dico di un italiano che sia un delinquente, va bene; se lo dico di uno straniero, sono automaticamente razzista. Questa è ipocrisia. Becera ipocrisia e arrivismo. Dicono che la mia sia adulazione. Invece no, dico semplicemente ciò che penso, sono indipendente. Io rispetto solo la volontà popolare, insultare chi non gli ha votati è squallido e antidemocratico.».

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