Il presidenzialismo può ricompattare il centrodestra?

di Manuel Massimiliano La Placa.

L’ingresso di Salvini del nuovo Governo, se da un lato ha contribuito a dare a questa Nazione finalmente una Guida, dall’altro ha inevitabilmente spacchettato il Centrodestra.

I sintomi si notano nei duri attacchi di Forza Italia e la fredda, gelida astensione sulla fiducia di Fratelli d’Italia nelle parole del Senatore Ciriani e della stessa Giorgia Meloni.
Una sequela di “ringhi reciproci” che, tuttavia, in una fase politica del genere è del tutto fisiologica e non necessariamente irreversibile.
L’elemento che potrebbe progressivamente riavvicinare il terzetto durante il mandato, o almeno Lega e FdI, è il Presidenzialismo.
Cavallo di battaglia di Berlusconi per lungo tempo, il tema è rientrato prepotentemente nell’agone politico con Giorgia Meloni che ha lanciato una raccolta firme con lo slogan #LoScelgoIO e Salvini che, a sua volta, ha mobilitato la Lega per una proposta di legge per l’elezione diretta del Presidente della Repubblica.
I nodi da risolvere, nel caso, sarebbero due: la realizzabilità della riforma, a mandato in corso con il M5S e non presente nel contratto di Governo, nonché il ruolo di Forza Italia, con quest’ultima che, in cambio di una riforma che potrebbe rilanciare future vittorie del treno orientato a Destra, potrebbe decidere di abbassare i toni in attesa di una ripartenza.
Al netto dei dubbi di alcuni,ci troveremmo di fronte ad una riforma che per lungo tempo la Destra italiana ha fatto propria per la maggiore governabilità e stabilità, la nettissima separazione ed indipendenza tra i poteri legislativo ed esecutivo.
Un passo che proietterebbe finalmente il centrodestra italiano nelle moderne democrazie Occidentali.

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