L’assolo di Matteo Salvini

di Paolo Muttoni.

In questi giorni stiamo assistendo ad un assolo del Ministro dell’interno, Matteo Salvini. Un one man show che non ha precedenti, sta sbaragliando la concorrenza politica. La tattica vincente comincia dal 5 marzo, con il suo continuo giuramento di fedeltà alla coalizione di centro-destra, ma anche il continuo corteggiamento con i pentastellati per la formazione del governo.

La svolta arriva quando Mattarella minaccia il governo di nessuno, Salvini si stacca da Berlusconi e va a scrivere il programma di governo con Di Maio. Da qui non sbaglia più un solo colpo: prima si “impunta” sul nome di Paolo Savona al ministero dell’economia, nonostante il veto imposto da Mattarella (poiché il Presidente aveva paura della risposta dei mercati europei ad un nome troppo “euroscettico” come quello di Savona); Salvini non si scoraggia ed, insieme a Di Maio, sposta Savona proprio agli affari europei (mettendo in scacco matto Mattarella, con la mossa del cavallo).

Altra vittoria è la formazione del governo, nonostante la Lega fosse, in termini percentuali, la metà dei 5 stelle: Salvini è riuscito ad ottenere ben 6 ministri (9 di area 5 stelle) non soffrendo per niente il divario percentuale.

Poi abbiamo il programma, fortunatamente e pesantemente spostato dalla parte della Lega per quel riguarda i temi chiave: immigrazione, tasse e legge Fornero.

Ed infine la fuga in avanti l’abbiamo vista in questi giorni sul caso “Aquarius”. Domenica 10 giugno, Salvini lancia l’avviso che la suddetta nave diretta verso l’Italia troverà i nostri porti nazionali chiusi. Il Ministro inoltre chiama in causa Malta richiedendo che faccia attraccare la nave. Malta risponde picche e testardamente Salvini prosegue sulla sua strada tenendo questa nave, di una delle tante ONG che fanno soldi sulla pelle di poveri disperati, ferma per giorni in mare senza un porto in cui attraccare. La svolta arriva il Martedì con la Spagna del socialista Sanchez che offre il porto di Valencia per l’attracco. Subito dopo Macron ci etichetta come “vomitevoli”, mandando su tutte le furie il premier Conte (che annulla la sua visita a Parigi), il ministro dell’economia Tria (che boicotta il suo viaggio a Parigi), la Farnesina (che convoca l’ambasciatore francese) e Salvini che prima risponde con un semplice “PRIMA GLI ITALIANI”, poi risponde per le rime a Macron chiedendogli di ospitare la quota di migranti, che in base agli accordi UE gli spetterebbe, ma che in realtà il buon Emmanuel ha rifiutato.

Salvini in questi giorni ha avuto il monopolio della politica nazionale, grazie alla totale assenza di opposizione e partner di maggioranza. Forza Italia ha appoggiato in toto la linea di Salvini, il PD ha risposto con le sue solite manfrine inutile e buoniste, confermando ormai che è un partito morente senza più una linea socio politica seria. I 5 stelle si sono allineati (quindi) arrivederci all’ala radicale del movimento) alla linea di Salvini, con il solo Toninelli che ha parlato e con un Di Maio stranamente silenzioso e straniato dalla vicenda. Infine il Premier Conte che con fermezza ha seguito la linea del ministro dell’interno chiedendo maggiore aiuti all’Italia in ambito europeo.

Quali saranno i risultati? Al momento abbiamo solo la nave Aquarius in direzione Valencia, le frontiere chiuse alle ONG, un popolo intero che sta seguendo un ministro dell’interno (ed un intero Governo) deciso a riaffermare la sovranità e la dignità dell’Italia nell’Europa e nel mondo.

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