Il “no” di Virginia Raggi su via Almirante

di Alessio Valente.

“Nessuna strada a Roma sarà dedicata a Giorgio Almirante. Domani stesso presenterò una mozione a mia prima firma”. Così su Twitter è arrivata l’immancabile perla dell’avvocato Virginia Raggi. Finalmente, si può dire, dato che sul suo profilo social ormai i suoi messaggi erano spariti per far spazio a lamentele e richieste di dimissioni.

Una mozione che, oltretutto, era stata votata quasi all’unanimità anche dai suoi uomini. Un solo astenuto: Catini. Raggi, appresa la notizia, ha subito dichiarato di voler far dietrofront per rimediare alla svista. Complici, forse, le pressioni della comunità ebraica e dell’opposizione Pd, da cui si è levato un coro di voci polemiche, tutte vertenti sulle accuse di razzismo, risalenti ai tempi del regime, del padre della destra italiana.

Fa sorridere, in ogni caso, il modo in cui il sindaco, decisamente poco attento a ciò che succede in aula, ha appreso la notizia della decisione: in diretta tv il giornalista Bruno Vespa le ha chiesto un parere sulla vicenda, ma la bella Virginia è comicamente caduta dalle stelle, fra una risatina imbarazzata e la dichiarazione di condividere l’atto se “l’Aula lo ha votato favorevolmente”. A quanto pare però, a mente fredda, ha avuto ben modo di ripensarci.

Dopo i comunicati degli esponenti di Fratelli d’Italia che celebravano il traguardo raggiunto in Aula, sono arrivate le condanne nei confronti del sindaco: “La Raggi ha detto più volte che l’Aula è sovrana. Bene. E perché mai in questo caso non dovrebbe esserlo? Non vorremmo che dietro la retromarcia della sindaca vi fossero pressioni esterne”, si legge in un comunicato diramato dal consigliere Fabrizio Ghera, promotore della mozione. E arriva anche la precisazione: “Ricordiamo, inoltre, che Girgio Almirante da segretario nazionale del Msi non ha mai assunto posizione razziste”.

Anche dal deputato, sempre Fratelli d’Italia, Federico Mollicone, arrivano dure le critiche: “la Camera dei Deputati gli tributò uno dei massimi onori con la pubblicazione integrale di tutti i discorsi riconoscendolo come uno dei protagonisti della storia politica italiana”. Un rifiuto più strumentale che sincero, quindi.

Oggi il sindaco Raggi è stato convocato in Procura per essere ascoltata, come persona informata dei fatti, circa l’ennesimo incidente giudiziario che ha colpito la sua giunta. Ci auguriamo senz’altro che il tutto si concluda per il meglio, volendo mantenere una posizione garantista. Siamo sicuri, però, che l’ex segretario del Movimento Sociale Italiano, Giorgio Almirante, avrebbe saputo sorridere in questa giornata così misera per la politica italiana, che resta ancora molto lontana dalla caratura di personaggi come lui.

Alla sindaca e ai polemisti, lasciamo, in ogni caso, una frase che ebbe a dire Winston Churchill nel ’37 riguardo la questione palestinese, riferita agli Indiani d’America e alle popolazioni indigene dell’Australia: “Non ammetto che sia considerato un torto quello fatto a queste popolazioni, dal momento che una razza più forte, di più alto grado, o se vogliamo, una razza più saggia, ha preso il loro posto”. Ad egli è dedicata una bella piazza quasi al centro di Roma.

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