Amministrative, il Centro-Destra all’assalto delle roccaforti rosse

di Pietro Freda.

Inizia la settimana che porterà ai ballottaggi delle elezioni amministrative 2018. Ballottaggi che riguarderanno 14 città italiane capoluoghi di provincia, sulle 20 che erano chiamate al voto per rinnovare i rispettivi consigli comunali. Sono sei infatti, le città che hanno già visto la proclamazione del sindaco al primo turno, una settimana fa: si tratta di Vicenza, Treviso, Brescia, Barletta, Catania e Trapani. La coalizione di centrodestra, dopo aver strappato al PD le due città venete e Catania, punta ad espugnare alcune “roccaforti rosse”: parliamo in particolare delle toscane Pisa, Siena e Massa. Ma andiamo con ordine e analizziamo le sfide di tutte le città.

Partendo da Nord, a Sondrio il candidato di centro-destra Scaramellini parte dal 46,8% del primo turno, contro il 36,1% di Giugni del PD; la vittoria non dovrebbe sfuggire. Curiosa invece la sfida ad Imperia, dove al primo turno l’ex ministro di Berlusconi Scajola, con delle liste civiche ha ottenuto il 35%, contro il 28,7% di Lanteri, centrodestra, con la sinistra che è quindi fuori dai giochi.

È invece in Toscana dove ci sarà la classica sfida destra-sinistra. A Pisa, dove la Lega è stato il primo partito il 10 Giugno, è sfida apertissima tra Conti del Centro-destra al 33,4% e Serfogli che lo tallona al 32,2%. A Siena parte invece avanti il centro-sinistra con Valentini (27,4%), mentre De Mossi del centrodestra è al 24,2%, ma il primo candidato ha ottenuto anche l’appoggio di Piccini, che ha raccolto il 21,3% al primo turno. Centro-sinistra che parte in vantaggio anche a Massa: Volpi dal 33,9%, Persiani al 28,2%. Inutile affermare, che conquistare almeno una di queste tre città, avrebbe un alto simbolico per il centrodestra, mentre per la sinistra, in crisi di consensi, sarebbe uno smacco non da poco.

Al Centro si voterà invece ad Ancona, Terni, Teramo e Viterbo. Il centrosinistra parte in vantaggio solo ad Ancona, dove al primo turno Mancinelli ha ottenuto il 47,9% contro il 28,4% di Tombolini. A Terni invece il centro-destra ha sfiorato una clamorosa vittoria al primo turno, dove Latini ha conquistato il 49,2% dei voti contro il 25% di De Luca del Movimento Cinque Stelle. I candidati di centro-destra partono in vantaggio anche a Teramo e Viterbo. Nella città abruzzese, Morra riparte dal 34,6%, contro il 21,1% di D’Alberto; invece a Viterbo Arena (40%) dovrà vedersela con la lista civica di Chiara Frontini (17,5%).

Veniamo ora al Sud. Avellino è l’unica città dove il centro-destra è fuori dai giochi: si contenderanno la vittoria Pizza del centrosinistra (in vantaggio) e Ciampi del M5S. Spostandoci in Puglia, a Brindisi, Cavalera del centro-destra riparte dal 34,7%, contro il 23,5% di Rossi del centro-sinistra.

Ben tre infine, le sfide in Sicilia, dopo che al primo turno il centro-sinistra si è aggiudicato Trapani e il centro-destra Catania. A Siracusa, la sfida è tra Reale del centro-destra al 37,1% e Francesco Italia (liste civiche) al 19,6%. A Ragusa invece, il centro-destra si è diviso, e a rappresentare la coalizione ci sarà Cassì, appoggiato da Fratelli d’Italia (20% al primo turno), ma in vantaggio c’è Tringali del M5S (22,7%). Chiudiamo il quadro con Messina: qui il centro-destra riparte dal 28,2& di Bramanti, contro il 19,8% di De Luca (liste civiche).

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *