Salvini chiude i porti, ma al congresso della Uil sembra Di Maio il leader della destra italiana

di Guido Pregnolato.

No! Non ho fumato nulla di stupefacente, anzi per la cronaca non fumo neanche tabacco. Questa è la risposta per quelli di voi che, giustamente si saranno chiesti di che cosa “si è fatto” l’autore di questo articolo per scrivere un titolo del genere. Al di là della provocazione per richiamare la tua attenzione, affiancare il nome del leader grillino alla destra italiana non è una bestemmia senza senso o meglio una spiegazione c’è.
Venerdì scorso, Il nuovo ministro del lavoro Luigi Di Maio rilancia dal palco del congresso nazionale della Uil il grande cavallo di battaglia del M5S, il Reddito di Cittadinanza (RDC). Ribadisce che l’obiettivo del RDC non è assolutamente una riedizione del peggior assistenzialismo, foraggiando gente per stare sul divano, ma è un percorso in cui lo Stato investe sulla persona che ha perso il lavoro, promuovendo la formazione professionale finalizzata al reinserimento in nuovi settori. Termina l’intervento, leggete  bene, dicendo: “mentre ti formi ti dò un reddito e in cambio dai al tuo sindaco ogni settimana 8 ore lavorative gratuite di pubblica utilità”. Il RDC è stato e continua ad essere oggetto di critiche negative da tutti gli schieramenti politici, soprattutto da Fratelli d’Italia. “Di Maio vorrebbe regalare soldi a chi sta a casa a non fare nulla? Noi siamo un’altra cosa”. Queste sono il tipo di frasi che Giorgia Meloni e i suoi fedeli colleghi di partito ripetono in ogni comizio, nei giornali o nelle TV ed è stato anche uno dei motivi di scontro con il Governo Conte.
Nonostante ciò, la parte finale del discorso del vice premier Di Maio mi ha fatto ritornare in mente un personaggio molto importante a quell’area di destra sociale e patriottica in cui Fratelli d’Italia si erge come ultimo baluardo, Pino Rauti. Classe 1926, all’Anagrafe Giuseppe Umberto Rauti, personaggio simbolo  di quella destra che riusciva a coniugare valori conservatori con la giustizia sociale. Giornalista, segretario del MSI e leader della base giovanile da sempre attento ai bisogni delle fasce più deboli della società e al problema della disoccupazione giovanile. Nei primi anni ’90 già si cercavano soluzioni per risolvere il  fenomeno della disoccupazione cronica ed una sua lungimirante idea era l’introduzione di un Reddito Monetario di Cittadinanza: il Salario Minimo di Inserimento Sociale. La proposta consisteva nel corrispondere mensilmente una somma ad ogni giovane in cerca di lavoro al compimento della maggiore età. Un patto sociale con lo Stato, in cui si garantiva una retribuzione in cambio di lavoro socialmente utile. Queste esatte parole le ritroviamo in un manifesto del ‘95  del movimento Fiamma Tricolore, fondato da Rauti stesso in opposizione alla svolta di Fiuggi, dimostrando così di avere una visione politica rivoluzionaria, ancora oggi attuale.
Il M5S,  seppur ora messo alla prova, ha saputo creare una roccaforte elettorale con una proposta della destra sociale, mentre Fratelli d’Italia ferma nel limbo tra essere la copia sbiadita della Lega o la stampella di Forza Italia ha perso un’occasione storica importante.

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