Amministrative 2018: la Toscana non è più rossa, centro-destra avanza

di Pietro Freda.

Si sono concluse ieri le elezioni amministrative 2018, con i ballottaggi in quattordici città capoluoghi di provincia. Il centrodestra ha complessivamente vinto le elezioni, passando da due a dieci città amministrate, delle venti che sono andate al voto in questa tornata. Il dato più significativo però, è sicuramente la sconfitta del PD nelle roccaforti rosse: Siena, Massa e Pisa, città sempre governate dalla sinistra, sono state tutte conquistate ieri dai candidati del centro-destra. Per la coalizione Lega-Forza Italia-Fratelli d’Italia è una vittoria storica, in una regione che dal 1948 è stata egemonizzata prima dal PCI e poi dai suoi vari eredi. Il vento però era iniziato a cambiare già da qualche anno, considerato che nelle precedenti amministrative il centro-destra aveva già conquistato in Toscana le città di Pistoia, Grosseto ed Arezzo.

Un’altra vittoria importante per il centro-destra è quella di Terni, altra città storicamente di sinistra e vinta ieri al ballottaggio contro il M5S. Al centro, il centro-destra strappa alla sinistra anche Viterbo, mentre a sorpresa perde Teramo, a causa però di alcune divisioni nella coalizione. Ad Ancona invece netta vittoria del centro-sinistra che si riconferma alla guida della città marchigiana.
Al Nord si conferma il centrodestra a trazione leghista, che si aggiudica Sondrio, dopo avere vinto al primo turno anche a Vicenza e Brescia, ma perde la sfida atipica a Imperia, dove trionfa la lista civica di Scajola, ex ministro del governo Berlusconi.
Meno bene il centro-destra al Sud, dove a causa di qualche divisione di troppo, la coalizione riesce a vincere solamente a Ragusa, con il candidato di Fratelli D’Italia Cassì. Restando in Sicilia, a Messina e Siracusa vincono candidati di lista civiche, mentre a Brindisi il centrosinistra soffia il governo della città al centrodestra. Infine Avellino, dove il PD incassa un’altra sconfitta storica: il Movimento Cinque Stelle riesce a vincere nel ballottaggio, in una città dove prima la sinistra DC e poi lo stesso PD avevano governato ininterrottamente dal 1948.

Ricapitolando il dato di questa tornata elettorale, il centrodestra passa da due a dieci città governate (Catania, Massa, Pisa, Ragusa, Siena, Sondrio, Terni, Treviso, Vicenza, Viterbo); il centrosinistra scende da quindici a cinque (Ancona, Brescia, Brindisi, Teramo, Trapani); il Movimento Cinque Stelle rimane a una città (Ragusa); le liste civiche salgono da due a quattro città (Barletta, Imperia, Messina, Siracusa).

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