Grillo vuole abolire le elezioni

di Paolo Muttoni.

Il sistema parlamentare fondato sulle elezioni popolari “è rotto, non funziona. Perché allora non cambiare e scegliere le persone che andranno in Parlamento sorteggiandole?”. La proposta, non è chiaro se provocatoria o un vero e proprio progetto politico, arriva da Beppe Grillo. Per uscire dall’impasse, afferma il leader M5s, “io un’idea ce l’ho: il suo nome tecnico è sortition. Il nome comune è selezione casuale”.

Fonte TGCOM24

Grillo sul suo blog lancia una provocazione – la speranza è che lo sia – di abolire le elezioni per il parlamento e sostituirle con estrazioni a sorte. Partiamo da un presupposto, personalmente ma sono i fatti che parlano, grillo e l’attuale Movimento 5 Stelle sono due entità diverse che viaggiano su binari alternativi, oramai il movimento è diventato un normale partito di governo, ed anche qui si potrebbero aprire numerosi discussioni.

Tornando a Grillo, ha affermato che l’attuale sistema parlamentare ha fallito e va sostituito. Inoltre ha affermato che un sistema a sorteggio sarebbe molto più equo, poiché possono entrare in parlamento ricchi, poveri, giovani e donne, senza alcun vincolo di partito. Successivamente Grillo afferma che l’ispirazione è la democrazia ateniese ed il concetto di demarchia, auspicando in conclusione la fine dei politici e l’arrivo dei cittadini.

Affermazioni ed idee forti e difficilmente condivisibili che però, come sempre, vanno combattute con altre idee.
Punto 1. Il sistema parlamentare ha fallito ed è un dato di fatto. Tuttavia parlamento e democrazia non sono due concetti indissolubili. Il parlamento è il luogo in cui vengono fatte le leggi ed in questi anni è stato notato da più parti che questo sistema fondato sulla centralità del parlamento sia troppo lento, macchinoso ed ostacoli lo sviluppo economico. È chiaro vada sostituito con un sistema presidenziale all’americana semplice, veloce e concreto.
Punto 2. Grillo persona ha svegliato nel cuore dei cittadini un sentimento di antipolitica, che neanche negli anni 30 si era visto. Inoltre ha scagliato milioni di cittadini conto la casta, contro le auto blu, contro le pensioni d’oro. Parzialmente condivisile, come la scorta per i sottosegretari sia inutile. Però vedere cittadini, inalberarsi perché un ministro abbia un’imponente corpo di scorta, è vergognoso.
Punto 3. La democrazia ateniese. Prima di tutto bisogna dire, per fare vedere che anche i leghisti sono acculturati, che la democrazia ateniese prevedeva anche un “tiranno” con una durata massima di 6 mesi in casi di crisi ed eventi eccezionali, se proprio si vogliono mettere i puntini sulle i. Detto questo non si possono applicare in pieno i principi di quella democrazia: sono diversi i tempi, il mondo, il paese. Democrazie di quel tipo potevamo vederle solo nell’epoca classica dove i cittadini erano poche centinaia ed il mondo era ristretto al solo Mar Mediterraneo. Dove li mettiamo 80 mila italiani, e come fanno a prendere decisioni su temi quali politica estera e politica fiscale, senza le dovute competenze che in questo secolo sono richieste più che mai, e questo apre altri mondi.

C’è la necessità che tornino i politici di professione, perché la politica è un lavoro come tutti gli altri solo che lo è al servizio dei cittadini e dei bisogni delle persone.

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