Abusivismo, un flagello da sopraffare

di Manuel Massimiliano La Placa.

Da tormentone balneare a problema reale.

Finalmente, sembra che anche il Governo nazionale si sia accorto in concreto della estrema gravità della piaga dell’abusivismo commerciale e sanitario, che affligge tutto il territorio nazionale principalmente durante il periodo estivo.
Litorali interi presi d’assalto da massaggiatrici, tatuatori, acconciatori, rivenditori di oggetti di ogni genere: insistenti, sovente molesti ma anche ben attrezzati ed organizzati in caso di arrivo di controlli della Polizia Locale.
Spesso reagiscono in modo violento, come da anni riportato dalla cronaca nazionale, dopo essersi spartiti il territorio da battere con i propri “colleghi”.
Merci contraffatte, assenza di licenze giornaliere a commerciare, concorrenza sleale nei confronti delle attività in regola, questi i rischi legati alla parte commerciale.
Quanto all’attività di massaggio, svariate circolari del Ministero della Salute hanno da tempo chiarito che si tratta di pratiche in nessun caso eseguibili sulla spiaggia in assenza di strutture apposite, in assenza di titoli professionali riconosciuti e di materiali chimicamente certificati visto l’alto rischio per la salute di chi decide si sottoporsi a tali manipolazioni.
Al di sopra di questo universo, aleggia lo spettro di una evasione fiscale devastante, oltreche’ quello dei racket e delle organizzazioni criminali.
In questo contesto si muove il Ministro Salvini, che ha deciso di affrontare in modo serio il problema, presentando il Piano Spiagge Sicure che destinerà maggiori fondi alle Prefetture delle località turistiche, con più ampie responsabilità per gli Enti Locali.
Le nuove risorse arriveranno dal Fondo Unico per la Giustizia, quindi da liquidità e beni sottratti alle mafie.
L’intento è quello di potenziare le attività di sequestro e di confisca di materiali, mettendo da parte, per il momento, strumenti quali l’innalzamento delle sanzioni per gli acquirenti e la sensibilizzazione dei bagnanti e dei turisti.

L’abusivismo diventa quindi un problema reale e come tale c’è da augurarsi che verrà affrontato, soprattutto per eliminare gli enormi ed ingiustificabili danni economici, di ordine pubblico e sanitari che provoca annualmente su tutto il territorio nazionale.


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