Caro direttore Mentana, il giornalismo giovanile esiste e si chiama GAD.

Nei giorni scorsi Enrico Mentana attraverso un post su Facebook ha lanciato una nuova idea di piattaforma giornalistica interamente dedicata ai giovani “Allora è giunto per me il momento di fare qualcosa di tangibile: far nascere un quotidiano digitale realizzato solo da giovani regolarmente contrattualizzati, magari con la tutela redazionale di qualche “vecchio” a titolo amatoriale (ribaltando la logica dello stage!) che possa riaprire il mercato della scrittura e della lettura giornalistica per le nuove generazioni.” . Prima di tutto ha cominciato con una riflessione sulla generazione degli anni 50 e 60 che ha coronato il sogno di fare giornalismo “Ho detto e scritto tante volte che noi della generazione degli anni 50 e 60 abbiamo potuto realizzare il nostro sogno di fare i giornalisti, quel che è ormai precluso anche ai più bravi tra i giovani di oggi.”

Mentana che, nello stesso post, ha anche scritto come ha intenzione di finanziare questo nuovo giornale , che ricordiamo essere interamente online. La sua idea è quella di finanziarlo attraverso contributi pubblicitari e laddove non sia necessario sarà disposto a mettere sua personali risorse finanziarie. In successivo post ha anche chiesto alla sua community quale sia un prezzo equo, per abbonarsi annualmente, prezzo che pare intenzionato a fissarlo intorno ai 10 euro.

Detto questo , noi siamo un blog che opera dal 2016, nato dall’idea di tre ragazzi, che come lei, hanno la passione della politica e del giornalismo. Progetto che sono riusciti a portare avanti in modo interamente gratuito, coinvolgendo decine di ragazzi, e senza doversi rivolgere ad alte sfere giornalistiche sono riusciti a raggiungere migliaia di persone.

Ecco direttore ora vorremmo dimostrare cosa pensano i nostri collaboratori che hanno deciso di partecipare, partendo da una frase molto semplice    “Caro Mentana i giovani che fanno giornalismo esistono”.

Andriy Galtieri:

Noi siamo un’élite, siamo studenti universitari, lavoratori che si richiamano ad una tradizione millenaria che prevede coraggio, onestà, schiettezza e grandi capacità. Abbiamo, a nostro modo, già impresso nella nostra esistenza dei comportamenti, abbiamo già fatto capire che abbiamo le nostre idee e che le porteremo avanti, qualsiasi cosa dovesse succedere.
Siamo eredi di grande passato – europeo – dalle Termopili alla Magna Grecia, dalle Legioni di Teutoburgo ai riti di Stonehenge, passando agli eroi del Piave e di El Alamein.
Siamo i pochi – ben qualificati – contro i tanti disorganizzati.
Siamo una comunità organica ed organizzata contro una massa informe, nella quale ognuno ha il proprio posto, il proprio ruolo. Siamo coordinazione, bellezza e cura per i dettagli.
Siamo la generazione che dovrebbe scappare dalla propria terra, ma che non ne ha assolutamente intenzione. Siamo stati definiti “schizzinosi”, “mammoni” e “svogliati”. Noi siamo altro, non siamo nulla di tutto ciò.                                                                  Siamo una generazione in marcia!                                                                                                                                                         Siamo Giovani a Destra!

Paolo Muttoni: 

Direttore come vede con i social esiste per i giovani volenterosi la possibilità di seguire la propria passione. Apprezzo la sua idea ma spero non si riveli il solito progetto in cui c’è la parità di genere ma non c’è la parità di tendenze politiche…

Alessio Valente:

L’iniziativa è senz’altro lodevole, anche solo perché porta a discutere, grazie anche alla sua visibilità, di un problema troppo accantonato: la crisi del giornalismo e le difficoltà ad accedere alla professione che incontrano le nuove generazioni. Costretto dalla brevità richiesta nell’esporre il mio pensiero, insieme a diversi colleghi collaboratori, vorrei sottolineare che la nascita di nuove piattaforme è ben lungi dall’essere risolutiva nei confronti di una vastità di problemi e di cambiamenti nella comunicazione a cui l’Odg, per primo, non è riuscito ad adeguarsi. Ci sono in realtà numerosissimi giovani che esercitano l’attività giornalistica, pur da non professionisti e senza remunerazione di alcun tipo, in grado di competere molto dignitosamente con la stampa di tipo tradizionale, in crisi, obsoleta e spesso complice di un deterioramento della comunicazione politica e della qualità dell’informazione. A dimostrarlo è anche il numero dei lettori che, sempre più spesso, preferiscono informarsi attraverso blog e testate indipendenti totalmente gratuite, come il nostro blog, piuttosto che seguire la stampa tradizionale . L’Ordine dovrebbe riflettere su come innovare e rendere efficace l’accesso alla professione per chi già la pratica da “outsider”, piuttosto che praticare massaggi cardiaci ad un cadavere in putrefazione.

Manuel La Placa:

Un giornalismo incapace di ripartire dai temi, dalla sostanza, che non si apre all’intraprendenza ed al talento delle nuove generazioni, è destinato inevitabilmente a collassare su sé stesso, ad inaridirsi e a perdere terreno verso il pubblico, fino all’inevitabile estinzione.

Giacomo Novelli:

“Lavorare con passione. Scrivere un’idea, un sentimento, un punto di vista.Trasportare un’idea anzi l’Idea dalla mente al concreto, con carta e penna o battendo al computer.Tutto questo, beninteso, senza nessun onorario, stipendio, tornaconto economico.Solo con la voglia di dire la nostra, di farci vedere vivi.Questo è il giornalismo giovanile in Italia, esiste già.                                     Questo è Giovani A Destra!”

William Grandonico:

La visione del mondo del giornalismo della famiglia di GAD è leggermente diversa. Una battaglia, quella che viene portata avanti da tutti Noi, incentrata sulla pluralità di idee e valori che da sempre contraddistinguono il mondo della destra italiana. Siamo patrioti, giovani patrioti, valorosi e con un’idea chiara, “mai inchinarsi al dettame del pensiero unico!”

Vanessa Combattelli:

“Chi tace spaventa”, ed io ho cominciato a scrivere sotto questo impulso dettatomi da Alda Merini, un inno al giornalismo libero che racconta ciò che vede, senza soffermarsi sulle ombre cinesi di eventi “sensazionalmente” ingigantiti.
Ma non voglio scrivere solo per informare né farmi leggere passivamente, sarà che la parte più vera di me ha casa nella letteratura, ho sempre cercato di scuotere l’animo del mio interlocutore sconosciuto.
Così come cercavo di emozionare attraverso pause attente e silenzi espressi, oggi lo stesso impeto lo riverso nell’attualità, in ciò che accade e mi scuote, ed io devo comunicare questo oltre le sterili parole di data, ora e luogo.
Scrivendo voglio andare oltre la semplice trasposizione di episodi di ci si potrebbe occupare qualsiasi macchina, perché se c’è una cosa che ho imparato dalla scrittura è la sua natura immortale, una dote unica che condivide con l’arte.
Per me il giornalismo è anche arte.
Questa è la ragione fondante per cui ho deciso di essere tra i co-fondatori di un progetto giovanile incentrato sul giornalismo, tra le nostre fila ci sono ragazzi e ragazze che si sono “riscoperti”, percependo un nuovo lato di se stessi che è emerso esattamente con la scrittura.
Questo perché chi scrive ragiona, chi ragiona combatte la cattiva informazione, chi combatte non spaventa né ha paura, chi non ha paura non tace.

Manuel Di Pasquale:

Le uniche certezze, le uniche speranze, sono riposte nella passione. Passione che muove il mondo. Se qualcosa viene fatto senza passione, viene fuori un lavoro monco, forzato, freddo. Se invece vi è il fuoco della passione, il risultato andrà anche oltre il sentimento: ne verrà fuori una meravigliosa opera d’arte. È questo l’obiettivo di Giovani A Destra: scrivere, narrare, ma soprattutto fare ciò che noi giovani adoriamo. Una comunità, un insieme di ragazzi e ragazze, gagliardi e goliardici, che si ritrovano in un fine comune: una voce di speranza in un panorama che molti cercano di ignorare, ma che esiste da sempre e che per sempre continuerà ad esistere.

Federica Ciampa:

Credo che il Direttore Enrico Mentana abbia avuto l’idea e l’illuminazione di cui vi era bisogno in un settore come quello del giornalismo, nel quale lui stesso opera al meglio da diversi anni. I giovani ci sono e sono pronti a raccogliere qualsiasi sfida venga loro presentata. Giovani A Destra, infatti, attraverso i social, il sito e i suoi giovanissimi collaboratori dimostra proprio questo.

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