La Chicco ci invita al “Baby boom”

di Chiara Soldani.

Non sarà il 1982 o il 2006, ma anche quest’anno le notti possono ancora diventare magiche“. Così recita il post, con tanto di video (e che video!) sulla pagina Facebook della Chicco. Brand storico nel mondo dell’infanzia, celebre anche per l’intramontabile slogan “Chicco. Dove c’è un bambino“, diventa oggi un “pensatore dissidentenel brutto mondo arcobaleno, nella deriva LGBT. Dopo “il biscotto per tutte le famiglie” e la totale estinzione di papà, mamma e figli “Mulino bianco”, ecco la pubblicità che non t’aspetti. Con una clip dal forte potere empatico, che benevolmente ironizza il “dramma sportivo” dell’esclusione dai Mondiali, la Chicco rappresenta una sana boccata d’ossigeno. Un invito (non troppo velato) al “Baby boom“: in piena crisi di natalità, perché non tornare a fare figli ? Sul piano pindarico, ideale, quasi onirico, nulla da eccepire. Ma planando sul livello apollineo, pragmatico, realista, giunge qualche obbiezione. Con la totale assenza (ad oggi) di serie politiche volte alla natalità, al concreto sostegno delle famiglie e di quei giovani che (davvero) desiderano “far figli”, il rischio è che lo spot rimanga un “vorrei ma non posso“. Stesso dicasi per l’elevatissimo grado di responsabilità che un figlio richiede: “fare un bambino” è relativamente facile. Crescerlo “bene”, decisamente difficile. Ma un bimbo è il dono supremo della vita: e questo, non scordiamolo mai. Perciò, che tu sia sognatore o realista, apollineo o dionisiaco, ti invito a guardare questo video. Ad ascoltarlo attentamente: perché impegnarsi e lavorare per costruirsi un futuro, per sfamare con pane fresco e sani valori i figli di oggi e di domani, è davvero la cosa più bella del mondo. Tutto il senso della vita. E a proposito di “calcio e notti magiche“, che dire: gran bella “giocata”, Chicco!


Video della pubblicità Chicco

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