La sottile linea rossa tra “l’Antifa” e il delinquente idiota.

di Elena Ricci.

«In solidarietà con Ghespe, Paska e Giovanni, accusati di tentato omicidio per l’attacco contro la libreria di Casapound “Il Bargello”, avvenuto a Firenze nella notte di Capodanno 2017. Durante quest’azione è rimasto ferito lo sbirro ficcanaso che cercava di disinnescare l’ordigno, lasciando sul posto una mano e un occhio. A noi non interessa sapere chi sia stato e continueremo a gioire ogni volta che qualcuno attacca i fascisti, meglio ancora se uno sbirro ci va di mezzo».
E’ questo il testo della locandina idiota, che sponsorizza un altrettanto idiota evento in programma a Cagliari per il 27 luglio.
Ghespe, Paska e Giovanni, sono tre antagonisti accusati di tentato omicidio a seguito di un ordigno artigianale posizionato all’esterno di un centro culturale fiorentino di area di destra. La libreria in questione è stata spesso bersaglio dell’area anarchica della città. In quell’occasione, un artificiere della Polizia, intervenuto per disinnescare l’ordigno, perse l’occhio destro e la mano sinistra a causa delle gravi lesioni riportate.
Dunque, leggendo il testo della locandina di questi sedicenti antifascisti, poco importa quanto accaduto allo “sbirro ficcanaso”, tanto era solo uno sbirro, era un fascista… solidarietà ai delinquenti!
Ecco, occorre fare doverose distinzioni e precisazioni e non tanto per chi, conosce l’origine dell’antifascismo nella sua naturale accezione, ovvero l’opposizione a un regime didattoriale, ma per quelle nuove generazioni che plagiate da una massa di idioti come quelli che hanno confezionato questo volantino, rischiano di confondere l’antifascista con il delinquente. Perché di questo stiamo parlando: chi posiziona un ordigno mettendo a repentaglio la vita dei cittadini e gioisce per la mutilazione di un poliziotto, altro non è che un delinquente.
Parlano di “Serata benefit antifascista”. Ma quale benefit? In realtà si tratta di un ritrovo di fanatici accecati dal fantasma di un fascismo che vedono solo loro, perché per l’antagonista, tutto ciò che è in “ordine” diventa automaticamente fascismo e sfocia in violenza e distruzione, perché l’antagonista, come l’uomo nell’età della pietra, è un disadattato e non conosce le regole di civile e pacifica convivenza (perché le regole sono fasciste, loro sono anarchici).
L’auspicio è che una manifestazione del genere non sia autorizzata e che, chi di dovere, prenda i giusti provvedimenti per il testo di quella locandina. Sarebbe anche gradito che l’ANPI stigmatizzasse questo evento prendendo le giuste distanze da chi nel nome dell’antifascismo, gioisce per un poliziotto (espressione delle Istituzioni dello Stato) mutilato e mostra solidarietà nei confronti di chi ha attentato alla vita delle persone. Se poi l’ANPI non dovesse farlo, bè… a pensar male si fa peccato, ma pecchiamo volentieri!

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