Sprofondo rosso: la fine della sinistra italiana

di Manuel Massimiliano La Placa.

Dal Socialismo al riformismo radical chic.

Dalle mobilitazioni di massa, dalle battaglie per i diritti collettivi dei lavoratori alle sterili crociate da salotto in nome dei diritti individuali.
Il PD, l’erede ultimo del PCI, incarnazione vivente del compromesso storico, è riuscito nell’impresa di far scomparire la Sinistra dall’agone politico nazionale e locale, chiamandosi clamorosamente fuori da ogni dibattito sui temi centrali della politica nazionale.
Se già la vecchia nomenclatura dell’ultimo Partito Comunista Italiano, riconvertita in chiave DS, aveva un che di stantìo, non ha fatto meglio il vento rottamatore di Renzi e della calata dei suoi giovani talenti:sondaggi desolanti, Regioni e città perse in tutta Italia ma, soprattutto, una palese incapacità di ripartire.
Perché se da un lato il PD appare sempre più un contenitore vuoto, con l’ultimo esodo in ordine di tempo dei “big” travasatisi nell’ampiamente preannunciato naufragio di LeU, d’altro canto chi ha deciso di non abbandonare la nave (che affonda) vive nel marasma più completo.
Con l’oramai leader decaduto Renzi defilato ed intento ad occuparsi delle più disparate conferenze in giro per il mondo, la resa dei conti interna ribolle come lava.
Se Martina ha deciso di liberare gli uffici occupati dall’ex Sindaco di Firenze tentando una sterile riorganizzazione del partito, un rampante Zingaretti si appresta a conquistare il trono.
Nel mezzo, l’ala renziana si sta sfaldando per strada, priva di prospettive per tornare ai vertici.
Di Maio e Salvini ringraziano.
Diciamocela tutta fino in fondo, al di là delle beghe interne, la Sinistra è avvolta dal buio più totale perché ha fatto il suo tempo ed ha giocato molto male le proprie carte.
Tutti i governi di centrosinistra hanno progressivamente smantellato le proprie battaglie, dissolto il Lavoro e messo nel dimenticatoio la tutela dei lavoratori italiani, contribuendo a precarizzarne le condizioni, accettando ed appoggiando le politiche comunitarie fiscali ed economiche più feroci e letali.
Foto: La Presse
 
Sono stati cancellati i contenuti culturali, condivisibili o meno, dei fondatori delle dottrine socialiste per riconvertirli nel nulla cosmico, in un universo di sterilità e in una proposta politica lontana anni luce dai veri problemi degli italiani, rappresentata da una classe politica impreparata, inadeguata ed autoreferenziale.
Se dallo schieramento opposto la nuova Lega di Salvini cresce e allarga il proprio consenso proprio perché ha messo da parte il concetto di ‘Destra’ scrollandoselo di dosso, paradossalmente i residui del PCI si stanno estinguendo perché in tempi non sospetti non hanno agito come esponenti della Sinistra, spogliandosi di tale veste quasi fosse un cencio mortifero.
Ormai è troppo tardi per rimediare all’arretratezza dell’offerta politica del post-comunismo, il cui elettorato verrà man mano assorbito progressivamente dal M5S, dallo stesso Salvini e da chiunque sarà in grado di intercettarne il consenso.

La Sinistra italiana quindi, per come oggi rappresentata, ha di fronte soltanto due alternative: continuare ad essere oggetto di scherno, di barzellette lanciandosi in una costante ed anacronistica caccia alle streghe oppure, più saggiamente, fare un enorme passo indietro, azzerandosi e meditando a fondo sui propri fallimenti.


Riferimenti:
– “Il Pd sfratta Renzi dal Nazareno. Lui trama per riprenderselo tutto” di Alessandro Da Rold su La Verità del 13.07.2018

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