Mentre Luxuria sfilava al gay pride, CasaPound aiutava italiani bisognosi

di Chiara Soldani.

La vita è fatta di scelte. Di azioni, concrete, dettate dall’io: talvolta, rivolte anche al “noi“. Così ieri, ad Ostia, c’è chi ha scelto (come sempre) di aiutare italiani bisognosi e chi, invece, ha preferito “sfilate piumate”: l’arcobaleno, il solito must.

Quindi Vladimir Luxuria non ha accolto l’invito di Luca Marsella, no. Più goliardiche e “festose” le paillettes, più confortevole il rifugiarsi nel proprio “universo parallelo”: evitando il confronto, con la dura realtà. Specie quando, questa realtà, viene distorta a proprio piacimento. Imbarazzante affrontare gli sguardi di chi cerca un aiuto mentre, egoisticamente, si nega la bontà di un’azione. Azione che si chiama “raccolta alimentare” e che prescinde da campagne elettorali o consensi da cercare: CasaPound, fa del bene sempre. Evidentemente è proprio questo a dar fastidio, al delatore in questione.

Grazie dell’invito ma non ho nulla da imparare“: così ha sentenziato Luxuria, nel video del rifiuto. Del resto è consuetudine dello sconfitto (in partenza) evitare il confronto (all’arrivo). Quindi mentre il Consigliere Marsella e la Coordinatrice romana di CPI nel X Municipio, Carlotta Chiaraluce (assieme a numerosi volontari), distribuivano buste colme di generi alimentari, Luxuria “che nulla ha da imparare” (ipse dixit), procedeva nel suo variopinto défilé. Sempre questione di scelte. Sempre, divergenti priorità.

Di Luxuria nemmeno l’ombra“, ha affermato (giustamente) il Consigliere Marsella. Mentre l’ombra dei pacchi, che occupava il pavimento, si è presto dissipata: una volta consegnati ai legittimi destinatari. Il testimonial del gay pride non “torna alla realtà”: ma rimane lassù, sul palco luccicante dove il sovversivo, la fa sempre da padrone.

Assurdo e malevolo pensare che bottiglie di latte o scatolette di tonno siano “voto di scambio”: ma alla bugia ci si appella sempre, quando si è in torto marcio. Presente al “gaio evento” anche Federica Angeli. Celebre per la sua mimica irosa e prossemica veemente: il non plus ultra, insomma.

Slogan del gay pride, “Invertiamo la rotta“. Augurio che facciamo nostro. Affinché si inverta, questa rotta dell’anti-italianità. Grazie, soprattutto, all’onnipresente CasaPound. Luca Marsella, anche stavolta, ha vinto tutto: perché ”io ho quel che ho donato“. E CasaPound dona sempre “più forte che può”.

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