Eroi a 4 zampe: il Sergente Stubby

di Martina Vargiu.

Da sempre al fianco dell’uomo, gli animali fanno da compagni fedeli e amorevoli.
Si sentono spesso storie fantastiche di piccoli eroi a 4 zampe che pur di aiutare perdono anche la vita. Sono un esempio vivente i cani da soccorso e salvataggio.
L’impiego degli animali come aiuto per gli essere umani risale a parecchio tempo fa, e non sempre purtroppo per ragioni favorevoli ad entrambi.
Capitava infatti che durante le Grandi Guerre prendessero parte ai numerosi conflitti.
Vi presento il Sergente Stubby, simpatico cagnolino che, un giorno, capita nel campus dell’università di Yale e viene notato da un soldato del 102° Fanteria, John Robert Conroy, il quale decise di imbarcare di nascosto anche il suo fedele compagno!
John lo chiamò Stubby che significa “Mozzicone”, da “stubbed tail” (coda mozza, n.d.M.). Stubby si distinse per l’ardore ed il coraggio durante il periodo di leva.
Venne inviato in Francia con il suo padrone, e qui dislocato per 18 mesi durante i quali prese parte a 4 offensive e 17 battaglie.
Ad Argonne cattura una spia tedesca, immobilizzandola fino all’arrivo dei rinforzi.
Gesto di importante coraggio riconosciutogli con la nomina a Sergente.
A circa un anno e mezzo di età, fu ferito durante un attacco con il gas.
Questo ne migliorò le percezioni permettendogli di salvare i compagni durante un’incursione nemica.
Gli uomini dormivano e non si sarebbero svegliati se Stubby non avesse cominciato ad abbaiare, a mordere stivali e strattonare persone per allertare le persone che amava. In seguito divenne bravissimo a soccorrere i feriti nella cosiddetta “terra di nessuno”, ovvero il terreno che si trovava tra le trincee degli alleati e quelle delle truppe germaniche.
La guerra va avanti per qualche altro mese. Ma per Stubby finisce poco dopo, quando viene ferito al torace e a una zampa da un’altra granata. Ricondotto in patria dopo tanto combattere in terra straniera, il sergente Stubby poté godere di una vita serena presso la Georgetown Univeristy dove, dal 1921, servì orgoglioso come mascotte della squadra di football.

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