Giorgia Meloni rilancia Fratelli d’Italia alla guida del Centro-Destra

di Manuel Massimiliano La Placa.

Che lo schieramento del Centro-Destra, da qualche mese a questa parte, fosse radicalmente incrinato era cosa nota, così come l’altissima probabilità che la relativa coalizione partitica, per come finora conosciuta, potesse sfaldarsi e sfilacciarsi.

In ordine di tempo, il netto distacco creatosi tra la Lega di governo e gli (oramai ex) alleati Berlusconi e Meloni, oltreché le radicali differenze programmatiche tra i patrioti blu e gli azzurri hanno di fatto scisso in tre tronconi il vecchio sodalizio presentatosi unito alle elezioni del 4 marzo scorso.
Scenario che trova piena conferma nelle dichiarazioni rilasciate ieri da Giorgia Meloni la quale, pur ribadendo che il Centro-Destra rimane maggioritario negli italiani  come sentimento spirituale, ha annunciato senza troppi giri di parole la dissoluzione dello schieramento che la vedeva unita a Forza Italia e, soprattutto, alla Lega, candidando Fratelli d’Italia ad assumere un ruolo-guida centrale nell’attuale scacchiere politico.
Con le Europee del 2019 in vista e con l’innegabile necessità di ampliare considerevolmente i propri consensi (che oggi vedono FdI oscillare tra il 3,6 ed il 4%), il progetto proposto da Meloni appare ambizioso ma non certo irrealizzabile.
Con una Forza Italia in piena crisi di uomini e di idee, nonostante l’innesto di Tajani, e con una Lega al Governo che, al netto dell’enorme aumento di consensi registrato nelle ultime settimane, per fisiologiche necessità dovrà almeno in parte modificare il proprio linguaggio, il modo di veicolare il proprio messaggio contenendo la vincente irruenza ostentata sinora, per Fratelli d’Italia può aprirsi una vasta prateria in cui crescere, radicarsi e raccogliere nuovi elettori.
A patto, però, che alla base vi sia una strategia chiara ed univoca tanto in tema di economia (monetaria e non), quanto nel modo di approcciarsi ai grandi temi del nostro tempo.
Affinché una crescita possa esserci, in questa fase a FdI pare non restare altro che schierarsi apertamente all’opposizione nello scenario nazionale, in modo da occupare gli spazi lasciati vuoti dalla Lega, approfondendo e sviluppando temi alternativi rispetto a quelli battuti da Salvini e potenziando l’argomentazione di quelli soltanto sfiorati in maniera superficiale dal Carroccio.
In questo modo il movimento della Meloni potrebbe scrollarsi di dosso l’etichetta di mera copia-carbone del partito dell’attuale Ministro dell’Interno.
Ciò non implicherebbe necessariamente la rottura di ogni contatto con la Lega, visti anche i numerosi Comuni e le tante Regioni in cui le due forze politiche governano assieme, bensì l’ambizione ad una legittima rivendicazione di un proprio spazio vitale foriero di una crescita, anziché di uno sterile stallo.
Peraltro, un eventuale aumento dei consensi della Meloni gioverebbe anche allo stesso Salvini in chiave di futuri accordi bilaterali, vale a dire in prospettiva della costituzione di quel Polo Sovranista evocato a più riprese da stampa e televisioni e mai del tutto accantonato.
In buona sostanza, quel che sembra servire al movimento dei patrioti è la definitiva trasformazione in un fulcro aggregatore che, pur consapevole delle proprie radici, sia pronto ed attrezzato per affrontare trasversalmente le sfide di questo secolo con ambizione, slancio e soluzioni da estendere a tutti i ceti sociali d’Italia, costruendo inoltre un solido sistema di alleanze politiche internazionali.

Nell’attuale, fluidissimo, panorama politico nazionale Fratelli d’Italia ha le carte in regola per fare il salto di qualità ed occupare un ruolo di primo piano ampliando nettamente i propri consensi, a condizione di essere in grado di rilanciarsi con una nuova immagine oltreché, soprattutto, con una strategia unitaria e solida sui grandi temi del nostro secolo.


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