Quella volta che Borsellino fu votato PdR dalla destra

di Michele Schiavi.

Era il 19 Maggio 1992: di lotta alla Mafia si parlava tutti i giorni sui giornali, nei luoghi della politica e anche tra la gente comune. A Roma era in corso l’undicesima votazione per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica e nessuno si sarebbe mai aspettato ciò che pochi giorni dopo sarebbe successo e avrebbe cambiato per sempre la storia contemporanea della nostra Nazione.

Gianfranco Fini, allora segretario del Movimento Sociale Italiano che contava 50 parlamentari, su proposta del deputato palermitano Guido Lo Porto, diede indicazione  di votare come Presidente della Repubblica il magistrato Paolo Borsellino. I voti arrivarono e Borsellino con 47 presenze si piazzò al quarto posto. La reazione del magistrato non si fece attendere: non era meravigliato dato che Lo Porto lo aveva avvisato e non se ne vergognava nemmeno. Nonostante la sua carriera da magistrato non aveva mai negato la sua militanza nel Fronte della Gioventù e la sua simpatia per il Movimento Sociale Italiano. Ed anche per questo divenne un Eroe, un vero esempio da seguire per una comunità di giovani ragazzi che scelsero allora e scelgono ancora oggi  di stare dall’altra “parte”, di stare tra coloro che si potevano picchiare, bullizzare e ammazzare solo perché ritenuti fascisti. Borsellino permise a questi ragazzi di continuare a credere nelle istituzioni e nello Stato e insegnò loro ad accettare le più grandi avversità, anche la morte, per difendere e portare avanti un ideale, una battaglia o un guerra, come quella contro la mafia.

Nonostante tutto Borsellino non divenne Presidente. A lui i grandi partiti dei primi anni novanta, che poco dopo verranno travolti da Tangentopoli, preferirono la più discutibile figura di Oscar Luigi Scalfaro, appena eletto Presidente della Camera.

Pochi giorni dopo l’evento che cambio l’Italia: il 23 Maggio Giovanni Falcone, giudice e amico di Borsellino, fu ucciso insieme alla sua scorta allo svincolo autostradale di Capaci. Lo stesso destino spetterà a Borsellino poco tempo dopo.

Non sapremo mai come sarebbe stata l’Italia se fosse stato eletto presidente, ma sappiamo che sarebbe sicuramente cambiata. In meglio.

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