Mafia: cos’è realmente?

di Mattia Ventroni.

Abbiamo sentito parlare tutti della Mafia. Spesso per prima cosa si pensa alla Sicilia, al pizzo e alle stragi. In realtà la mafia è qualcosa di più di un fenomeno regionale. E’ un atteggiamento mentale. Quello che ci interessa è porci questa domanda “E’ un atteggiamento del solo Sud?” Se analizziamo la definizione data nei dizionari ci possiamo rendere conto che questo termine racchiude molti comportamenti che forse neanche ci aspettiamo. Il dizionario online del Corriere dice questo: “Organizzazione criminosa clandestina che, nata in Sicilia nel secolo XIX sotto il governo borbonico, diffondendosi poi in tutta la nazione (e, con gli emigrati, spec. negli Stati Uniti d’America, ma anche altrove, p.e. in Francia), esercita il controllo su certe attività economiche e su traffici illeciti (p.e. appalti, stupefacenti), condiziona la libertà dei cittadini e il regolare andamento delle funzioni pubbliche; è retta dalla legge dell’omertà e del silenzio e si serve di metodi di intimidazione e di repressione violenta e spietata: il potere della m.; anche con riferimento ad altre organizzazioni criminose: m. cinese
È vero, la Sicilia è sicuramente la madre della mafia. Ma che dire del controllo su certe attività economiche, condizionare la libertà dei cittadini, indicare dove acquistare certi beni prodotti o cercare di ottenere un favore a discapito degli altri? Come possiamo notare chiunque abbia un minimo di autorità può rientrare in questa definizione se usa il suo potere in modo poco onesto. Questo atteggiamento ormai è diffuso a qualsiasi livello e se ci pensiamo bene forse lo viviamo ogni giorno, senza neanche accorgercene. Forse siamo talmente abituati che ci diciamo “funziona così”. Tutti, me compreso, abbiamo piacere di ricevere un aiuto da una persona addentrata nel sistema quando c’è una pratica da sbrigare. La burocrazia di questo paese purtroppo non agevola per niente il contrasto del fenomeno. Andrebbe riportata su tutta la società un livello di onestà tale da poter permettere la riduzione delle scappatoie. Questo articolo non vuol essere una denuncia verso nessuno bensì uno spunto di riflessione per chiunque nella vita possa decidere circa il futuro di un’altra persona. Mi auguro che possa raggiungere l’obiettivo.

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