Il controrazzismo

di Alfonso Pezzella.

Daisy Osakue è l’ultima protagonista dell’ennesimo episodio di controrazzismo, cioè dell’idea preconcetta che qualsiasi tipo di reato e/o comportamento perpetrato ai danni di una persona di colore sottintenda la discriminazione razziale da parte dell’autore.
Daisy è un’atleta della nazionale italiana che è stata oggetto di un episodio di teppismo da parte di un gruppo di persone – non ancora identificate – che da diversi giorni infestano la zona di Moncalieri, in provincia di Torino; la stessa atleta conferma di non aver sentito frasi razziste o discriminatorie, nonostante lei stessa abbia inizialmente parlato di razzismo, inducendo i Carabinieri ad abbandonare la pista dell’aggressione razzista circoscrivendo il tutto ad episodi, deprecabili, di teppismo, considerando che, oltre agli episodi analoghi avvenuti ultimamente, la zona è poco pattugliata dalle forze di polizia e quindi facile teatro di simili accadimenti.

Fin qui sembrerebbe tutto reale, se non fosse per la presenza dei controrazzisti italiani che, in un nanosecondo, si sono scagliati contro l’attuale Ministro dell’Interno Salvini, reo di aver creato un clima d’odio razziale in tutta l’Italia.

E così tutto il Partito Democratico ed i vari radical chic dalle magliette rosse sono insorti sbracciandosi a più non posso per denunciare il gravissimo atto compiuto da non si sa chi – i colpevoli non sono stati ancora individuati – che hanno scelto la vittima della loro vile aggressione – lancio di uova – esclusivamente in base al colore della pelle!
E così il generale Orfini ordina al Governo di riferire in Aula in merito a “questi fenomeni che sembrano dilagare, legati ad una propaganda di stampo razzistico”, mentre il comandante Martina chiama tutti a raccolta per una grande “mobilitazione antirazzista”, mentre +Europa denuncia il “negazionismo del Ministro dell’Interno”.

Il controrazzismo non è solo l’idea che qualsiasi avvenimento subito da una persona di colore sia basato sul razzismo, quindi degno di grande interesse politico e mediatico, ma è anche l’idea che sia giusto elevare il più possibile qualsiasi buona azione se compiuta da uomini o donne di colore e così, a conquistare le prime pagine dei giornali – non solo sportivi – alla fine dei Giochi del Mediterraneo, dove l’Italia dominerà il medagliere con 156 medaglie, è la squadra femminile vincitrice della staffetta 4×400, maggiormente meritevole di balzare agli onori della cronaca semplicemente per il colore della loro pelle. Se poi si aggiunge che la vittoria è avvenuta nel giorno della manifestazione nazionale della Lega a Pontida, ecco servita la strumentalizzazione politica di un evento meraviglioso di per sé, che non dovrebbe aver bisogno del controrazzismo per essere conosciuto.

Uno dei casi più eclatanti che ha costituito il preludio a ciò che accade oggi è quello di Mario Balotelli, famoso calciatore un po’ sopra le righe non apprezzato da diverse tifoserie in tutta Italia; insultare Balotelli allo stadio significava automaticamente essere razzisti, non si poteva fischiare Balotelli come si fischiano centinaia e centinaia di calciatori delle squadre avversarie, non senza essere macchiati del terribile crimine fomentato da Salvini. Però basta ricordare solo uno dei tanti striscioni che mano a mano hanno riempito i vari stadi ogniqualvolta Balotelli scendeva in campo: “Balotelli non farti illusioni, anche bianco ci staresti sui cogli*ni”, giusto per ricordare, semmai ce ne fosse bisogno, che il colore della pelle non ha nessuna importanza.

Il controrazzismo è un’arma pericolosa che, se utilizzato ancora, può portare a spaccare la società italiana tra i non razzisti, la grandissima maggioranza, i razzisti, una piccolissima minoranza ed i controrazzisti che, purtroppo, crescono sempre di più.

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