Presidente del Consiglio? Non Pervenuto.

di Pasquale Ferraro

Quando si pensa all’attuale esecutivo, qualsiasi sia il giudizio politico che se ne da, ciò che sorge alla mente è la sua caratteristica peculiare: siamo in presenza di un governo direttoriale.
Un governo retto da due Vicepresidenti del Consiglio, i quali hanno indicato al Capo dello stato un Presidente (sconosciuto), il quale siede a Palazzo Chigi senza aver capito ancora come sia potuto accadere.
Diverse e di differenti per natura possono essere gli spunti di riflessione, da quelli meramente politici a quelli formalmente giuridici.
La Costituzione, fermo restando quanto disciplinato dall’art. 92 comma 2, in linea generale, afferma all’art. 95 che il “Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del governo.” Su questo punto può doverosamente sorgere qualche dubbio, non si tratta di essere maliziosi, ma il Premier par d’essere più un “tour operator”, che il fulcro di sintesi, il “primus inter pares” che la consuetudine vorrebbe.
Forse un innovatore per quanto concerne i compiti del Capo del Governo? A questa domanda potremo fornire una riposta solo continuando ad osservare l’operato di un esecutivo unico nel suo genere.
Quello che doveva, per loro stessa ammissione, divenire “il governo del cambiamento” si è dimostrato sin d’ora null’altro che un continuo profilarsi di No, il No fatto governo. Su tutto ciò il Premier è silente, tace, talvolta ricompare per un intervista, con annesso giro turistico di Palazzo Chigi, per poi riscomparire. Su tutte le questioni pendenti e urgenti il Premier appare evanescente oppure ricalca supinamente quanto afferma il suo più diretto Vice, questa metamorfosi della figura del Presidente del Consiglio non ha precedenti in nessuna democrazia liberale, come nessun Presidente del Consiglio si è mai dimostrato talmente irrilevante nella storia d’Italia.
Non si può esprimere un giudizio, ne una critica oggettiva, si può solo attendere che il Premier faccia qualcosa che costituisca un elemento sul quale poter esprimere una critica, sia essa positiva o negativa. Per ora bisogna interrompere il giudizio, attendere che il Premier si manifesti.
Napoleone Bonaparte ebbe a dire che “la gloria è fugace, mentre l’oblio è eterno”, forse il nostro Presidente sta semplicemente capovolgendo questa massima.

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