Non possiamo morire per uno zero virgola

di Paolo Muttoni

I fatti di Genova hanno, non vi era il bisogno di decine di morti innocenti, portato sotto gli occhi di tutti i problemi infrastrutturali che l’Italia ha.
Ponti che crollano, strade piene di buche, scuole che cadono a pezzi. Tutte infrastrutture vecchie che hanno bisogno di manutenzione. Manutenzione che ha costi altissimi che pesano sul bilancio dello stato, ma non solo. Infrastrutture che non possono essere sistemate alle volte perché’ quelle eventuali spese andrebbero a violare qualche zero virgola dei parametri europei.
Soldi che andrebbero spesi prima per sistemare le infrastrutture vigenti e poi per crearne di nuove, TAV, TAP, Pedemontane, bretelle e gronde che sono strategiche sia dal punto di vista economico che infrastrutturale.
Però la maggior parte della nostra rete autostradale e’ in concessione statale ad autostrade per l’Italia, controllata di Atlantia, società della famiglia Benetton.
Società che lo scorso anno ha avuto un’utile pari a 968.016.189€. fino a qui non ci sarebbero problemi perché è una società privata e si gestisce come meglio crede senza intervento dello stato, c’è un però, tale società opera dietro delle concessioni statali, quindi la supervisione dello stato sulla collettività ci deve essere sempre. Utile alto che andrebbe reinvestito sulla rete autostradale.
In queste ultime ore i ministri del lavoro ed infrastrutture chiedono le dimissioni dei vertici di Autostrade per l’Italia. A mio avviso e’ una conclusione troppo affrettata ed emotiva (stesso errore che fecero chiedendo subito la messa in stato d’accusa di Mattarella quella famosa notte del rifiuto a Savona). Qualcuno ha delle responsabilità e dovrà pagare senza se e senza ma, perché’ di quel ponte Morandi si sapeva da qualche anno.
28 luglio 2016 il senatore Rossi pone un’interrogazione al ministro Graziano del Rio (PD) in merito alla situazione del ponte Morandi di Genova.
Direi che un responsabile lo si è già trovato…

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