Fischi al PD, bombe e scritte contro la Lega. È nato prima l’uovo o il radical chic?

di Elena Ricci.

È diventato un caso nazionale l’uovo lanciato all’atleta Daisy Osakue, riaccendendo la falsa morale dei radical chic, annebbiata dal fantasma di un’emergenza razzismo.
Il rischio per l’atleta di non poter rappresentare l’Italia agli Europei di Berlino, a causa della lesione alla cornea, è improvvisamente scomparso quando, grazie alle indagini dei Carabinieri, è stato reso noto che uno dei lanciatori d’uova, fosse il figlio di un consigliere comunale PD. Si, il PD, quello delle magliette rosse, dell’accoglienza, dei visionari di fascisti e razzisti in ogni dove. Gli stessi che hanno taciuto quando qualche giorno fa, due ordigni esplosivi sono stati posizionati all’esterno della sede della Lega di Treviso. Ordigni a doppio innesco, come accertato dalla Questura, ‘confezionati ‘ proprio con l’intento di ferire gravemente chi fosse arrivato sul posto per intervento, dunque le Forze dell’Ordine, quelli che i sinistrorsi chiamano oramai la ‘Polizia di Salvini’. Vorremmo ricordare loro che la Polizia non è di Salvini, ma è al servizio dei cittadini per la loro sicurezza e la sicurezza è nazionale, non ha appartenenze politiche.
Ieri ennesimo becero attacco alla sede della Lega di Bergamo. Scritte offensive contro Salvini sulle vetrate. Questo subito dopo i funerali di Stato delle vittime del crollo del Ponte Morandi dove, Premier e i due vice Premier sono stati accolti dagli applausi della folla, mentre i superstiti che non si rassegnano del fu PD, da quella stessa folla hanno ricevuto fischi e contestazioni. Per non parlare del furto in casa ai danni dei genitori del Ministro Salvini.
In quanti hanno preso le distanze da tutto ciò che è successo? Soprattutto dal vile gesto compiuto a Treviso che avrebbe potuto ferire gravemente (se non addirittura uccidere) persone. Nessuno. E questo lascia ben immaginare la matrice ideologica. La stessa che utilizza un’atleta italiana di colore colpita da un uovo dem, per fare propaganda politica. Si, perché spiace dirlo, ma Daisy Osakue è stata solo usata nell’illuso tentativo della sinistra moralista, di ottenere consensi.
Predicano la pace, credono negli unicorni e nell’arcobaleno. Si schierano a difesa della democrazia ripudiando ogni forma di repressione; urlano al fascista e al razzista; denunciano capotreno per godere di piena risonanza mediatica; denunciano esercenti che espongono foto di Benito Mussolini nei bar, ma non rinnegano la violenza. Come non l’hanno mai rinnegata nei cortei contro le forze dell’ordine, negli stadi, con le bombe all’esterno dei partiti. È questo il vero pericolo per la democrazia, altro che Salvini. Il vero pericolo è la falsa morale dei radical chic.

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