I numeri di Salvini ministro

di Paolo Muttoni.

Il nuovo ministro dell’interno si è ufficialmente insediato il 1 giugno 2018, quasi 3 mesi or sono. In 3 mesi non si cambia il mondo, e non si stravolge un palazzo , in questi pochi mesi si possono mandare dei segnali, che toccherà poi al popolo decidere se siano positivi o meno. Segnali che sono mandati attraverso numeri, fatti e progetti.
Salvini sta lavorando principalmente su tre tavoli:

Operazioni contro la mafia. Stando ai dati del ministero dallo scorso anno sono stati arrestati 53 boss mafiosi, a cui si vanno ad aggiungere gli arresti dei capi rom avvenuti in questi ultimi giorni. Contro la mafia il nuovo ministro sta dimostrando una fermezza ed una condanna continua che non si vedeva da anni, la speranza e’ che si dilunghi nel tempo e non si fermi proprio adesso. Numerose aziende, immobili sequestrati alla mafia che sono stati restituiti alla collettività. Emblematico dove Salvini abbia deciso di tenere il comitato di ordine pubblico il 15 agosto, a San Luca in Calabria. Simbolo del male che la mafia può portare ad una terra cosi stupenda.

Operazione spiagge sicure. La prima vera creatura che Salvini ha realizzato nel suo ministero. L’obiettivo era quello di ridurre il numero di vucumprà ed altri disturbatori seriali al riposo in spiaggia degli italiani. Operazione che può anche letta in un altro verso, contrasto alla piccola malavita locale. Perché a quei poveri disperati qualcuno venderà la merce giusto? E qualcuno, come sempre, ci lucra. L’altro obiettivo è evitare questa concorrenza sleale nei confronti degli onesti commercianti che pagano le tasse. Lo stanziamento è stato di 2,5 milioni di euro. Dopo due mesi sono arrivati i primi risultati che non hanno bisogno di essere commentati poiché’ i numeri parlano meglio dell’uomo:
1. Sequestrati 93 mila beni, per un valore di 600 mila euro
2. Creati 174 posti di lavoro a tempo indeterminato
3. Effettuati investimenti in macchinari ed altri beni di notevole durata per un totale di 584 mila euro

Contrasto all’immigrazione. Il cavallo di battaglia del ministro. Bisogna partire da una considerazione, più di qualcuno in italia (tra suoi elettori e non) era pronto a fare facile ironia sull’incapacità di Salvini di gestire questo traffico di carne umana. Partito a rilento accettando nei primi giorni decine di clandestini, a maggio a rotto il tavolo. Una domenica di fine maggio, come un fulmine a ciel sereno, annuncia la chiusura dei porti per tutte le navi non italiane che vogliono scaricare clandestini. Il primo caso è quello della nave Aquarius rimasta giorni in mare di avere un porto in cui attraccare, naturalmente è andata in spagna. Da li il numero dei clandestini è sceso a poche decine, sbarcati solo da navi battente bandiera italiana. Il flusso migratorio è diminuito drasticamente, dimostrando come bastasse dire di no e tutto si calmava. Anche qui parlano i numeri:
1. Sbarchi diminuiti di quasi l’87% rispetto alla scorso anno;
2. In questo mese di agosto sono sbarcati solo 769 migranti, contro i quasi 4000 mila del mese di agosto dell’anno passato.
Numeri incoraggianti e che strappano un sorriso. Si parla già di progetti importanti come scuole sicure con l’obiettivo di installare nelle scuole telecamere per tutelare tutti, dagli alunni agli insegnanti. E non dimentichiamoci che entro settembre verrà approvato un decreto sicurezza che promette fuoco e fiamme, e molta bile versata da parte degli avversari politici.
C’è soltanto una cosa che i numeri non dicono, ma bisogna affidarsi alla percezione, cioè che Salvini è sostenuto dalla maggior parte delle forze di sicurezza del paese, dalla polizia ai vigli del fuoco.

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