John McCain, un eroe americano

di Pasquale Ferraro.

Quando si pensa agli Stati Uniti, almeno per chi si è cresciuto nel mito dell’epopea americana, dell’eroismo puro e semplice incarnato dal cinema, dalla letteratura e dalle figure leggendarie che hanno costellato il pantheon degli eroi americani, non si può non ritrovare in tutto ciò il mito che aleggiava sul senatore John McCain. Perché in fondo John McCain è stato questo, un eroe americano, l’incarnazione dei valori di una nazione, che sull’eroismo e sul patriottismo fonda la sua essenza più profonda.
La morte, la lunga malattia non possono fiaccare la leggenda che si muove trasportata dal vento della memoria. L’Arizona, gli Stati Uniti perdono oggi un grande americano, un uomo che per il suo paese ha dato la vita, e sacrificato la sua giovinezza. McCain rappresenta il vero volto dell’idealismo, non quello decantato ma quello messo in pratica a qualsiasi costo. Discendente di una famigli di eroi, pilota della Marina nella guerra del Vietnam, il giovane McCain durante un operazione su Hanoi fu abbattuto, già ferito durante l’espulsione d’emergenza, preso da una folla inferocita , rischiò prima il linciaggio, poi fu trasportato alla prigione di Hanoi, quella conosciuta all’epoca come “Hanoi Hilton”.
Spostato per le sue gravi condizioni in un ospedale militare, gli furono negate le cure dai Vietnamiti se non avesse fornito le informazioni richieste, alle quale McCain rispose semplicemente, nome, grado e matricola. Finalmente operato, fu inseguito intervistato durante la sua prigionia dal giornalista francese Francois Chaleis per il programma televisivo Panorama.
La dura prigionia, costellata di torture durò sei anni, fin quando con gli accordi di Parigi McCain fu liberato il 14 Marzo del 1973.
Gli incarichi militari che seguirono il suo ritorno in patria, dopo la lunga degenza e le operazioni chirurgiche a cui dovette sottoporsi, lo proiettarono nella vita politica, gli incarichi presso il Senato, e la conoscenza profonda delle tematiche connesse con la difesa e le conoscenze lo portarono alla candidatura Repubblicana come rappresentante dell’Arizona, nel 1982, 1984,1987. Divenendo nel 1989 Senatore per l’Arizona, allora McCain incarnava già la leggenda. Sconfitto alle primarie del 2000 da George W. Bush, nel 2008 ottenne la nomination, ma venne sconfitto dall’ascesa politica di Barack Obama. Gli ultimi anni, quelli che precedettero questi ultimi mesi sono stati caratterizzati oltre che dalla malattia, dallo scontro con l’allora candidato alla presidenza per il Gop Donald J. Trump, e dal reciproco ignorarsi dopo che questi ottenne la Presidenza.
Le parole di Trump non furono lusinghiere, indurite dallo scontro interno al Gop che lo vedeva contrapposto all’establishment, il Presidente affermò che la fama McCain era dovuta alla sua cattura, ma affermando di non gradire chi si fa catturare.
L’uomo John McCain muore, ma il mito sopravvive, continuerà ad essere condotto dal vento unendosi anch’egli definitivamente agli eroi dell’ Epopea Americana. Non ci resta che porgere l’ultimo saluto al Senatore McCain con le parole del John Brown’s Body:
body lies a-mouldering in the grave,
His soul goes marching on.

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