F.C. Juventus: programmazione, tradizione, disciplina e mentalità

di Leandro Castelli.

Negli ultimi 7 anni la Juventus ha dominato il campionato di Serie A italiano e due volte finalista della Champions League: questi risultati sono stati raggiunti grazie al gran lavoro della società che, con programmazione e impegno hanno dato vita al primo stadio di proprietà, roccaforte non solo per meriti sportivi ma anche dal punto di vista economico.

La società della Juventus aveva gettato le basi per essere nel giro di pochi anni una delle squadre più forti al mondo ma, grazie al lavoro di Antonio Conte, la Juventus ritrova la mentalità vincente, disciplina e ordine, qualità che fino al 2011 erano state perse. Comunque la Juventus non ha mai rinunciato alla tradizione di lasciare alla Nazionale italiana di calcio un blocco di giocatori che, in passato è stato fondamentale, come nell’anno della vittoria del Mondiale (2006), infatti la difesa della Juventus negli ultimi 7 anni era composta per la maggior parte di giocatori italiani.

La società Juventus, con il gran lavoro dell’A.d. Giuseppe Marotta, ogni anno si puntava a migliorare la squadra, prendendo sia giocatori da inserire nella formazione titolare e sia da far crescere.

Ogni giocatore della Juventus deve rispettare le regole imposte dalla società, non solo sul campo e nello spogliatoio, ma anche sui social, infatti i contratti di alcuni giocatori sono state inserite clausole che limitano l’uso dei social.

Con programmazione, mentalità, disciplina e tradizione la Juventus è tornata tra le squadre più forti al mondo, tra le società più virtuose, basti pensare che le azione nel periodo dell’acquisto di Cristiano Ronaldo sono passate da 0.67€ per azione a 1.19€ per azione e fatturato tra le più alte d’Europa, reparto giovani tra le più importanti d’Europa e tra l’élite delle squadre più importanti al mondo.

La Juventus dovrebbe essere presa d’esempio non solo nel calcio e nello sport, ma anche nelle scuole, perché solo con impegno, programmazione, disciplina e mentalità l’Italia può tornare ad essere un grande Stato.

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