Salvini come Berlusconi: la sinistra ha sempre bisogno di un nemico

di Pietro Freda.

Cambiano i protagonisti, cambiano le stagioni politiche, ma non cambia la sinistra italiana, che ha sempre bisogno di un “nemico” contro cui coalizzarsi per ritrovare la sua unità. Se fino a qualche anno fa questo nemico era Berlusconi, additato come responsabile di ogni male italiano, oggi è Salvini, ormai leader indiscusso della Lega ma anche del centro-destra italiano (se di coalizione si può ancora parlare).
La dimostrazione di ciò è avvenuta ieri, nell’incontro tenutosi a Milano tra lo stesso Salvini e il premier ungherese Orban, uno dei principali protagonisti della destra sovranista in Europa. Orban ha praticamente chiuso le porte ai migranti nel suo Paese ed è il leader del gruppo di Visengrad, cioè di quei Paesi che si oppongono alla redistribuzione obbligatoria dei migranti tra i Paesi UE.
Tanto è bastato alle varie anime della sinistra per scendere in piazza a protestare contro quest’incontro, con i soliti slogan che non stiamo qui a ripetere. Perché la sinistra è ormai divisa su tutto, come ammesso anche da alcuni suoi leader presenti ieri a Milano (tra cui Civati e Boldini), ma quando si tratta di fare opposizione al leader che ha portato la Lega al governo da protagonista, e che secondo i sondaggi è al 30% allora non c’è divisione che tenga. Esattamente quando accadeva con Berlusconi, che aveva il merito di riunire la sinistra dalla Margherita fino a Rifondazione Comunista.
Anche l’inchiesta della Magistratura, da parte del procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio, che ha accusato Salvini di abuso d’ufficio, arresto illegale e sequesto di persona, ci riporta indietro ai tempi di Berlusconi, che dal suo ingresso in politica, ha subito una vera e propria persecuzione giudiziaria, che alla fine lo ha sfiancato e messo fuori gioco. E non a caso, l’ex leader del centro-destra è stato uno dei primi a solidarizzare con Salvini, che ha affermato di non volere usufruire dell’immunità parlamentare e presentarsi davanti ai giudici, se l’inchiesta dovesse andare avanti.
E infine, come allora quasi tutti i mass-media erano schierati contro Berlusconi, così ora lo sono contro Salvini, con entrambi che però hanno dalla loro parte un forte consenso popolare, nonostante spesso il “popolo”, quello vero, sia disprezzato letteralmente dalla sinistra e dal suo potente apparato mediatico.
L’appello a Matteo Salvini è quindi quello di tenere duro ed andare avanti per questa strada, che è quella giusta: una minoranza, seppur molto rumorosa e potente, non può vincere sulla maggioranza silenziosa del popolo italiano.

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