Evita, il cuore di una Nazione.

di Maria Cristina Ferraro.

“ Un sentimento fondamentale che mi domina completamente lo spirito e la volontà: questo sentimento è l’indignazione dinanzi all’ingiustizia”.

María Eva Duarte de Perón conosciuta semplicemente come Evita Perón.

Simbolo di un movimento diventata simbolo di una Nazione.

Ma la domanda che tutti noi ci poniamo è: “Chi è realmente Evita?”

Guardando una sua foto si potrebbe dire che era una donna molto bella, sofisticata, divenuta famosa perché attrice e che poi sposò quello che sarebbe diventato il ventottesimo presidente dell’Argentina Juan Domingo Perón.

Ma la vita di Eva fu tutt’altro che semplice.

Figlia illegittima di un padre che ha rinnegato lei e i suoi quattro fratelli, cresciuta nella discriminazione per quella condizione che non si era scelta. Allegra in casa introversa con i coetanei. Eva sentiva l’esigenza di lasciare quella condizione di lasciare il suo piccolo villaggio forse per qualcosa di meglio e questo poteva esserle offerto solamente da Buenos Aires.

A quindici anni parte alla volta della capitale, con il sogno di diventare attrice, accettando minuscoli ruoli, interpretandone di qualsiasi , cambiando una serie di compagnie teatrali, ma è solamente dopo molti anni che riesce a toccare l’apice del successo riuscendo anche ad acquistare un appartamento in un quartiere elegante della capitale Argentina. Inizialmente divenne nota al pubblico per essere diventata simbolo delle soap opere, poi per aver interpretato due fortunati film: El más infeliz del pueblo (“Il più infelice del paese”), e Una novia en apuros (“Una fidanzata nei guai”). Ma il giorno più importante della vita di Eva che ha segnato profondamente il suo destino fu quel 22 gennaio del 1944, durante un festival di raccolta fondi per le vittime del terremoto di San Juan, dove incontrò il sottosegretario al Departamento Nacional del Trabajo Juan Domingo Perón.

Un colpo di fulmine, iniziata da subito una relazione che riuscì a sopravvivere nonostante gli innumerevoli ostacoli, come l’arresto di Juan Perón . Dopo una serie di peripezie nel 1945 i due convolano a nozze e Juan Perón annuncia la sua candidatura alla Presidenza dell’Argentina, vincendo le elezioni nel 1946.

Ma il momento che segna l’affermazione di Evita è la fondazione del partito Peronista e poi del partito Peronista Femminile nel 1947.

L’attenzione di Evita fu sempre concentrata su coloro che spesso venivano dimenticati, donne e anziani; nacque cosi la fondazione Evita Perón .

Per Evita tutti dovevano avere gli stessi diritti. Forse perché lei stessa nella sua infanzia ne era stata privata e non poteva far si che altri sopportassero quello che lei stessa aveva sopportato e detestato.

Fu inviata in un tour Europeo come Consorte del presidente Argentino, riscontrando consensi nella allora Spagna Franchista ,in cui non dimenticò di visitare le zone meno fortunate ,e anche tra le parole di papa Giovanni XXIII, durante la sua visita a Roma.

Il suo ritorno in Argentina fu glorioso, per il popolo era diventata lei stessa l’incarnazione della dignità e dei valori dell’Argentina, lei era l’Argentina.

Ma come tutte le storie più belle anche quella di Evita subì una battuta d’arresto nel 1950, le viene diagnosticato un tumore all’utero , proprio quando era intenzionata a candidarsi come Vice Presidente dell’ Argentina. Il popolo l’acclamava Ahora, Evita, ahora!(Adesso, Evita, adesso) Evita, Vicepresidente. Ma ella rinunciò consapevole che la sua condizione non le avrebbe mai consentito di dare quell’apporto che l’Argentina e il suo popolo chiedevano e di cui avevano bisogno.

La sua ultima apparizione in pubblico fu il 4 giugno 1952 dopo la rielezione di Juan Perón, durante una parata, in cui si presentò in piedi forte grazie ad antidolorifici e un sostegno metallico, stava salutando il suo popolo con il decoro che questo meritava.

Evita Perón morì il 26 luglio 1952 all’età di trentatré anni.

“Ho solo un’ambizione personale: che il giorno in cui si scriverà il capitolo meraviglioso della storia di Perón, di me si dica questo: c’era, al fianco di Perón, una donna che si era dedicata a trasmettergli le speranze del popolo. Di questa donna si sa soltanto che il popolo la chiamava con amore: Evita.”

L’Argentina non ha mai dimenticato Evita, simbolo di una nazione consacratasi all’immortalità grazie al suo spirito, al suo ottimismo, alla sua bontà. Ecco chi era.

Hasta Luego Evita!

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