Caos in Libia, la Francia e le sue responsabilità

di Paolo Muttoni

 

Il destino della Libia è sempre stato storicamente legato all’Italia. In particolar modo in questi ultimi anni. Tutto cominciò quando, purtroppo, la comunità internazionale decise di deporre il dittatore Gheddafi. Quella decisione tolse il tappo che si era creato in Arica e con complici le primavere arabe, rivolte finanziate da aziende estere, si sono riversate verso l’Italia flussi di immigrati clandestini pronti a mettere pianta stabile in Europa. Premettiamo che Gheddafi era un dittatore che limitava le libertà però “esportare democrazie” con le bombe non è il metodo, Gheddafi era riuscito a far diventare la Libia un paese credibile, credibilità che è caduta con l’anarchia che ha seguito la morte di Gheddafi.
I principali responsabili della morte di Gheddafi furono, tra giochi di potere e strategia, i francesi con il presidente Sarkozy che fece pressione all’allora premier italiano Silvio Berlusconi ( che nutriva qualche timore ad intervenire) affinché partecipasse alla missione. Questi timori furono poi pagati cari da Silvio, con l’attacco speculativo del 2011 che lo obbligò alle dimissioni.
I tempi sono passati e gli attori sono cambiati. Ora in Libia ci sono due governi, uno politico ed appoggiato dalla comunità internazionale ed uno militare appoggiato da pochi paesi. In italia c’è il governo gialloverde ed Francia il “buon” Macron.
Buon Macron che in questi ultimi giorni pare di aver deciso di destabilizzare il paese avviando una nuova guerra civile, ma cosa ci guadagna?
Moltissimo. A livello economico la Francia ha moltissimi interessi in quella zona e quindi è un bene se la zona rimane instabile. A livello politico una nuova Libia destabilizzata permetterebbe a centinaia di migliaia di clandestini di invadere il mediterraneo, mettendo in difficoltà il governo ed in particolare Salvini come ministro dell’interno. Quest’ultimo è riuscito a creare una sorta di tappo con il governo dell’ovest libico, ma lo stesso Macron ora pare voglia rovesciare quel governo, proprio ora che la guardia costiera libica aveva cominciato a bloccare i flussi.
Spread, Libia, guerra, migranti , agenzie di rating, migranti….tutto fa pensare all’epilogo del 2011 ed a un nuovo colpo di stato legale. Speriamo che il governo sostenuto dal 60% degli elettori tenga duro

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