Non ci fermeranno – #LaLegaNonSiTocca (Parte 2)

di Paolo Muttoni.

Ecco l’atto secondo della magistratura che, dopo aver indagato Salvini, ha deciso di procedere in modo esecutivo a requisire tutti i conti e fondi della Lega ovunque siano, e qualsiasi sia il loro valore.
Facendo un passo indietro la storia è sempre la stessa: i 49 milioni di euro “fatti sparire” dalla precedente gestione. Ed in questi due anni, dal 2017, come un orologio svizzero le sentenze sono ritornate alla ribalta mediatica.
Ora il problema rimane. I soldi che la Lega ha incassato sono le donazioni dei militanti, i soldi delle salamelle vendute alle feste ed alla vendita dei gadget, quindi sono soldi dei militanti quelli che la magistratura sta tentando di sequestrare. Per il partito sarà dura andare avanti anche perché la sentenza impone il sequestro di qualsiasi nuova fonte liquida che arrivi nelle casse del partito, quindi anche improbabili raccolte fondi dei militanti, con le entrate che saranno immediatamente sequestrati al partito. Rifare tutto ex novo? È una soluzione, ma la bandiera che deve rimanere fissa è quella del nome LEGA, che deve rimanere tale, in quanto rappresenta un unico nel panorama politico italiano. Anche il simbolo non si tocca, poiché un partito non è nazionalista e patriota per il semplice fatto di avere al suo interno la parola Italia e la bandiera italiana. Sarebbe bello avere una “Lega Italia” e con un tricolore. Anche se comunque sarebbe troppo scontato e appiattirebbe la Lega agli altri partiti.
Nonostante ciò non ci hanno fermato indagando Salvini, e di certo non ci fermeranno facendoci chiudere il partito.

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