Il filo del pensiero: la nostra nuova rubrica filosofica

Alessandro Soldà Cristofari, referente della rubrica

Nell’approcciarsi alla definizione di Europa, il primo elemento cui ci si rivolge per immediatezza
è la Storia, o meglio quella sua parte nella quale si enucleano gli eventi nella loro successione
cronologica; le manifestazioni dell’intelletto non sono dimenticate, ed anzi se si pensa all’Arte già
nella mente ci si può immaginare un Partenone, una Basilica di San Marco, un Giudizio
Universale, o un Amore e Psiche. E un discorso analogo potrebbe essere affrontato per la
letteratura: l’Iliade, la Divina Commedia, il Decameron hanno parimenti forgiato tutti i popoli
europei. Esiste, però, un altro elemento di cui finora non si è parlato e quando se ne discute invece
sorge il dubbio su una sua effettiva utilità nella vita di tutti i giorni, lavorativa, privata o pubblica:
sebbene siamo soliti ad identificare l’evoluzione del pensiero attraverso il termine Filosofia,
pensare quest’ultima come una disciplina coerente e soggiogata ad uno schema uniformante è
nettamente scorretto.
La ricerca filosofica non può essere rinchiusa in una definizione univoca: e questo rifiuto di
procedere attraverso delle metodologie convenzionali, conduce inevitabilmente al pregiudizio più
biasimevole, vale a dire il diniego nei suoi confronti, poiché rappresenterebbe una mera
accozzaglia di castelli costruiti in aria fini a se stessi, cioè un’erudizione e una retorica
enciclopedistiche e, soprattutto, distaccate totalmente dalla realtà quotidiana. La rubrica che oggi,
con queste poche righe, vogliamo inaugurare si propone di dimostrare il contrario: vale a dire
l’enorme influenza che questi ragionamenti hanno avuto sui popoli, sulle società, sulle culture. In
breve, sulla Storia. Un compito, il nostro, che può sembrare tracotante, e personalmente – da
referente principale di questo spazio – me ne rendo conto; ma sono altresì convinto della necessità
urgente di riprendere in mano il filo del pensiero filosofico, sia per una questione di banale cultura
generale sia perché è grazie alla Filosofia che l’uomo è ancora tale, ovvero, parafrasando Immanuel
Kant, un fine e non un mezzo.
Per concludere, come verrà strutturata questa nuova rubrica? Seguiremo due metodologie che ci
sono apparse convincenti: la storiografia filosofica e l’analisi di diversi temi e problematiche
sfruttando le idee e le impressioni dei filosofi – e pure delle provocazioni che l’antichità, oggi più
che mai attuale, ancora di più, forse, degli stessi uomini attuali, ci lancia dal passato. E nella
speranza di riuscire a sollevare un poco del Velo di Maya, vi auguriamo una buona lettura.

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