Fare politica è il lavoro più bello, per chi lo fa credendoci veramente

di Paolo Muttoni.

Fare politica è il lavoro più faticoso, bello e brutto che ci sia. Molti pensano sia facile, “Tanto quelli pensano parlano e non fanno nulla dalla mattina alla sera”, “tanto stanno seduti tutto il giorno”, tanto… tanto e ancora tanto. Chiariamo che con i “tanto” la tua vita e quella della tua comunità non la puoi comunicare, detto questo non bisogna fare l’errore di fare sempre una marmellata unica di ciò che succede. Esistono vari livelli per fare politica e vi sono anche vari tipi di politici. Andiamo con ordine.

Il livello più vicino ad i cittadini sono gli amministratori locali, coloro che hanno una retribuzione minore nella classe dirigente italiana, ma paradossalmente coloro che fanno il lavoro più gravoso. Fare l’amministratore locale, in modo serio e con l’obiettivo di migliorare la vita della propria comunità, significa impiegare anima e corpo in procedure lente, burocratiche, macchinose. E già qui, dove non si parla di politica alle volte ma di civismo, abbiamo vari tipi di persone che possiamo incontrare. Possiamo incontrare quello che lo fa per gioco e si fa scivolare l’acqua sotto i piedi senza reagire, poi abbiamo coloro che si fanno un mazzo tanto nel comune anche solo per fare una piccola festa di paese, piccole differenze ma stipendi uguali. Il lavoro del sindaco, ad esempio, è il più difficile ed il più bello, per due motivi principali. Primo motivo, qualsiasi cosa tu fai hai il riscontro diretto con i cittadini perché sei lì, all’interno del paese anche tu e quindi dovrebbe essere una marcia in più per fare un migliore lavoro, senza nessuna paura. I consiglieri comunali devono fare un continuo lavoro di ascolto e di confronto con i cittadini al fine di migliore quello che secondo loro è sbagliato in quel momento, base fondamentale a mio parere per il buon funzionamento di un comune.

Poi abbiamo il livello più alto. I consiglieri regionali, si possono assimilare ad i politici comunali, quindi abbiamo il Parlamento ed il palazzo di Roma.
In questi anni l’intera classe dirigente romana è stata attaccata per le alte retribuzioni per un lavoro che per molti è “poco gravoso”. Partiamo da un presupposto personale, secondo me è sbagliato il metodo di retribuzione dei parlamentari ma anche dei consiglieri comunali ma ci torno dopo. Tornando ai palazzi romani ci sono 3 tipi di deputati: abbiamo quelli che sono completamente staccati dalla realtà e quindi non capiscono i reali problemi dei cittadini, cioè non capendo le leggi di cui i cittadini hanno bisogno; poi abbiamo i deputati di cui non si conosce neanche la faccia nei palazzi del potere, fantasmi che si presentano solo alle grandissime votazioni, ma che ogni mese sono pronti a riscuotere il loro stipendio; infine abbiamo coloro che dovrebbero rappresentare il 100% dei deputati, coloro che conoscono le reali esigenze del territorio perché sono sempre sul campo ad ascoltare i cittadini, gli imprenditori e coloro che hanno veramente bisogno.
Per quanto riguarda gli stipendi non bisogna avere un approccio di sinistra (“Tu guadagni tanto quindi non teli meriti e non sai cosa vuol dire lavorare”) ma un meritocratico approccio, ogni parlamentare dovrebbe prendere 2 mila euro al mese come base, più un incremento dello stipendio in base alla produttività fino ad un massimo di 5 mila euro. Semplice e meritocratico: più lavori più ti pago, meno lavori meno ti pago. Inoltre una politica gratuita, come molti invocano, lascia la vita legislativa in mano ad i soli ricchi e malavitosi.
Però, come abbiamo politici che volano sulle nuvole e non hanno il contatto della vita reale, abbiamo anche cittadini che molte volte parlano tanto per parlare. C’è una frase che andrebbe messa al bando: “è tutto un magna magna”.

No, e sapete perché, specialmente in questi anni, la si dice? semplice: nella prima repubblica la mangiatoia era a disposizione di tutti, cittadini e politici, quindi non diceva niente nessuno perché andava bene cosi. Adesso no, mangiano solo alcuni politici, la minoranza, senza coinvolgere le persone e questo agli italiani dà fastidio, molto fastidio. Senza dimenticare che la mangiatoia della prima repubblica la stiamo pagando adesso con un’abnorme spesa pubblica improduttiva ed inutile (ovviamente una parte).

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