La peggio Europa

di Manuel Di Pasquale.

Non è l’Europa dei popoli. È l’Unione Europea, sì, ma unita solo per festeggiare la sottomissione, la comune volontà di mettere le catene ad un popolo.

Hanno votato, con esito favorevole, per dare le sanzioni all’Ungheria. Sanzioni perché “Orban sta violando dei diritti”. Storia dei diritti usata a piacimento troppo spesso dalle élites. Da un lato chi lanciava accuse, arringhe, dall’altro chi difendeva non solo un presidente eletto, ma un intero popolo. Perché le sanzioni non toccano solo Orban, ma la sua nazione. Non parliamo solo dei suoi elettori, che sono la metà del corpo elettorale ungherese, ma di tutti i magiari. Perché chi pagherà saranno le fasce deboli, come sempre.

È stato rivolante vedere applausi per l’esito positivo della votazione. È stato di pessimo gusto vedere relatori commuoversi per la gioia di aver fatto passare un provvedimento che va a colpire direttamente uno stato.

Della serie: celebriamo una futura morte. Storia di cani e del cadavere del leone. I cani (gli eurocrati) festeggiano sul cadavere del leone (Ungheria), ma il leone rimane leone e i cani rimangono cani.

Certa “sinistra”, quella al soldo di un padrone che muove le fila da dietro le quinte, esulta e si esalta, perché è felice di continuare a calpestare il ceto basso, quello realmente ultimo, che in teoria dovrebbe difendere.

Questo è il buonismo: fare azioni per etichettarsi “buoni”. Azioni, però, velleitarie, ridicole, orrende per chi ha un minimo di cervello. Fingersi buoni fuori ma essere marci dentro.

Festeggiano per aver messo le catene ad un popolo.

Ah, tanto per capirci: parlano delle “leggi liberticide di Orban”, ma ieri, nella stessa giornata, hanno approvato il nuovo regolamento sui diritti d’autore. Sì, quel testo confuso che sembra voler mettere un bavaglio a tutti i costi. Farabutti.

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