Salvini e l’Italia possono essere insultati ma guai a toccare l’UE

di Paolo Muttoni.

Il meeting europeo dei ministri degli interni sulla questione immigrazione tenutosi a Vienna ha confermato ancora una volta ciò che tutti noi sappiamo. Il 26 maggio 2019 sarà un “referendum”: da una parte noi che vogliamo delle nazioni libere e sovrane, con delle identità e tradizioni ben definite con un’immigrazione controllata e bloccata; dall’altra loro, fautori del globalismo, del tutto il mondo è paese, il mondo dove si vive solo sui social, dove la famiglia non esiste ed esistono solo le apparenze, dove non esiste una guida se non il consumismo sfrenato.

Non ci voleva il meeting ed in particolare l’episodio che racconterò, a confermarci ciò che ho appena detto. L’episodio a cui mi riferisco è la vergognosa reazione del ministro dell’immigrazione lussemburghese, di cui non ho l’intenzione di dire il nome, che ha attaccato verbalmente il ministro dell’interno Salvini, colpevole di aver detto di voler difendere i confini e di non voler far scappare i ragazzi italiani dalla loro patria. La risposta del lussemburghese è stata vergognosa: prima ha insultato gli italiani dicendo che eravamo noi ad emigrare in Lussemburgo (ma quelle povere persone andavano a lavorare sfruttate), concludendo con un “Merd..”. Uomo molto fine, dicevano.
Notizia che farà poco scalpore, non parlerà Mattarella, non parleranno i soliti difensori della democrazia, perché la base di fatto è che in una riunione formale ed ufficiale un ministro ha insultato un altro ministro senza mezzi termini.

Immaginatevi se Salvini, che è stato molto calmo e moderato in questa occasione, avesse risposto in tale modo a qualsivoglia ministro europeo… apriti cielo, ne avrebbero chiesto le dimissioni e mediaticamente lo avrebbero messo alla gogna.

Non c’è nulla da fare, se non che aspettare il 26 maggio 2019.

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