Il ventennio su quattro zampe: quando un cane diventa fascista

di Giacomo Novelli

Signore e signori, il fascismo è tornato. Si è palesato a Monza, ma presto invaderà lo Stivale, l’Europa e forse il mondo.
Quindi dovremmo aspettarci camicie nere, manganelli, olio di ricino, busti del Duce? Niente di tutto ciò. Perché il fascismo è tornato, sì, ma su quattro zampe.
Le zampe in questione sono di Narco, cane poliziotto dell’unità cinofila della Polizia locale della città lombarda.
I fatti. 17 settembre, consiglio comunale di Monza. Marco Lamperti, partito democratico – sempre loro – chiede, indignato e molto scosso (non ridete) che si faccia luce al più presto su una questione assai spinosa. Una vera e propria catastrofe. Da una determina si evince come in città ci sia un cane poliziotto con un nome davvero pericoloso. Il pastore tedesco si chiama Narco della Decima Mas.
Un nome “di poco gusto” secondo Lamperti. La Decima Mas era infatti un corpo militare indipendente della Repubblica sociale italiana, attivo dal 1943 al 1945.
Pronta risposta della maggioranza, non senza – ovviamente – tanta ironia.
Federico Arena, assessore alla sicurezza, ha replicato divertito
“Nella sua cuccia non abbiamo trovato busti del Duce. E posso assicurare che Narco non ha mai fatto il saluto romano. Il nome Decima Mas fa semplicemente riferimento al suo nome completo, così come riportato sul pedigree. Potete stare tranquilli, non abbiamo un cane fascista”
Sospiri di sollievo. La pace può tornare sopra Monza e sopra tutt’Italia. Il Bel paese è al sicuro.
Al sicuro dal fascismo, senza dubbio. Dagli idioti, un po’ meno

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