Sulla mia pelle: il film più chiacchierato di questo inizio Settembre

di Matteo Ghilardi
E’ disponibile dal 12 Settembre su Netflix e nei cinema italiani, il caso di cronaca giudiziaria sulla morte di Stefano Cucchi, intitolato “Sulla mia pelle”. La pellicola è stata anche selezionata come film di apertura della sezione “Orizzonti” alla 75ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
Il caso Cucchi, è un noto caso di cronaca Italiana che tutt’ora è molto  discusso tra le sale dei tribunali e l’opinione pubblica. Dopo anni dalla morte di Stefano, non si ha una ricostruzione dettagliata degli avvenimenti, quindi in questo caso il film si è dovuto adagiare a tale situazione raccontando la storia ricostruita tramite udienze, referti medici, incartamenti ed interviste a testimoni dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia Penitenziaria e del personale dell’ospedale Sandro Pertini. Dunque un film difficile da realizzare e sopratutto molto rischioso, perchè tutt’ora il caso presenta tante  insidie e lati oscuri.
Stefano Cucchi, nel film interpretato da Alessandro Borghi,  è  un geometra Romano di 31 anni  che è stato ritrovato in possesso di 20 grammi di Hashish, dopo una perquisizione da parte dei Carabinieri, viene arrestato e portato in caserma. I fatti che verranno rappresentati nei 7 giorni successivi alla sua detenzione porteranno l’uomo sempre di più sull’orlo di collassi e crisi per la sua malattia e le condizioni in cui viene tenuto recluso nei primi giorni in attesa dell’appello finale,  vengono completamente esplorati nel film che segue l’intero avvenimento del film di Cucchi e che mostrano come si sia arrivati alla sua morte.
Alessio Cremonini, che ha il ruolo anche di sceneggiatore della pellicola si è trovato di fronte un caso per nulla semplice da rappresentare su schermo e sopratutto cercando di non renderlo di “tendenzioso” o troppo  romanzato nel voler raccontare la vicenda e con quello che aveva in mano, fattore rilevante è  anche lo sguardo interno della famiglia Cucchi, che ha vissuto la vicenda da diretta interessata e hanno espresso il loro stupore nella capacità di raccontare gli eventi. Cremonini nel bene e nel male è riuscito a rappresentare tutti quei punti ombrosi della vicenda dandone una rappresentazione su cui ci si può basare per crearsi una propria opinione sulla vicenda. Registicamente Cremonini non si è discostato dal volere avere un contatto diretto con lo spettatore, il film è costellato  da alcuni passaggi molto crudi.
Il film riesce a coinvolgere lo spettatore, cercando di non focalizzarsi su elementi non rilevanti  di quei 7 giorni e in un’ora di film  combina diverse peculiarità  di una una vicenda di cronaca italiana. Importante sottolineare che la figura del protagonista viene affidata a un giovane attore Italiano che si è distinto negli ultimi anni  per le sue prestazioni recitative. C’è comunque  una sorta di risposta all’Arma dei Carabinieri o alla Polizia Penitenziaria che si sono interessati del caso in questi ultimi anni.
Sulla mia pelle è un film che ha diviso il pubblico, da una parte c’è chi ne è rimasto impressionato definendolo come un ” pugno nello stomaco”, dall’altra parte c’è chi gli ha mossa una critica sul fatto che il film sia stato fatto ancora prima della sentenza definitiva. In conclusione  il caso Cucchi ha sconvolto l’opinione pubblica italiana, di conseguenza il film non poteva altro che essere una delle pellicole più attese e più controverse di questo mese di settembre.

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