Caso Campione d’Italia, sottosegretario Candiani (Lega): “Campione è territorio italiano, punto”

di Paolo Muttoni.

Campione d’Italia è un’exclave italiana sulle rive del lago di Lugano in pieno territorio elvetico, per precisione nel Canton Ticino.

Fin dalla storia antica è stato terreno di disputa tra le varie potenze territoriali che si sono susseguite. Lo status attuale di Campione ebbe le basi nel 1521, quando i cantoni confederati svizzeri occuparono il Canton Ticino, lasciando a Campione la libertà di feudo imperiale. Successivamente, dopo l’unificazione italiana, Campione entrerà nel territorio italiano come comune della provincia di Como.

Campione ha sempre avuto un’unica fonte di reddito, il casinò, costruito nel 1933 in pieno periodo fascista (fascisti che aggiunsero alla dicitura Campione anche quella “d’Italia”). Casinò che è stato sempre il simbolo del lusso e della vita agiata a cui i campionesi potevano affidarsi. Tuttavia non è tutto oro quel che luccica, per moltissimi anni il casinò ha avuto i conti in rosso, talvolta ripianati dagli enti locali lombardi.

La situazione è esplosa definitivamente 27 luglio 2018 quando il tribunale di Como ne ha decretato il fallimento e la contestuale chiusura. Il fallimento ha messo a rischio 500 posti di lavoro, su una popolazione di quasi 2000 abitanti, si può dire che la situazione è drammatica e rischia di mettere in ginocchio l’intera amministrazione comunale. Basti pensare alle dimissioni del sindaco Salmoiraghi di pochi giorni fa. I cittadini sono in protesta permanente e chiedono, giustamente, delle risposte dallo stato italiano.

Situazione che ha riaperto una questione che sembrava acqua passata, l’annessione di Campione alla Svizzera. Il governatore ticinese Claudio Zali ha dichiarato che il comune di Campione ha accumulato un debito di 3 milioni con gli organi della confederazione (2 milioni con il vicino comune di Lugano, ed un milione con aziende private ticinesi) dovuti all’erogazione di alcuni servizi da parte degli elvetici in territorio campionese, come servizi scolastici e di raccolta dei rifiuti.

Situazione che è approdata all’Assemblea svizzera ed a precisa interrogazione, il commissario agli esteri della confederazione, il ticinese Ignazio Cassis, che ha dichiarato “E’ immaginabile, ma evidentemente ci dovrebbero essere delle proposte dell’autorità competente cantonale in tal senso. Dopodiché quella federale farà le sue riflessioni a proposito” una presa di posizione bella precisa, mancava solamente una risposta di Roma all’appello. Arrivata puntuale col sottosegretario agli interni Stefano Candiani (Lega) che ha risposto “Campione è territorio italiano. Punto” più chiaro di cosi.

La situazione è difficile e di certo non è con una decisione proveniente dall’alto, sia in un senso che nell’altro, che si aiutano i cittadini campionesi. Il problema del casinò in un modo o nell’altro esiste e va sistemato, una soluzione può essere la sua riconversione in un’attività altrettanto redditizia che permetta ai 500 campionesi di tornare al lavoro, e di evitare qualsiasi disputa territoriale tra Italia e Ticino facendo sì che questa situazione sia solo un brutto ricordo.

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