Conosciamo Le Frecce Edizioni: un progetto di editoria alle penne in cerca di una casa

Giovani A Destra oggi intervista Le Frecce Edizioni, una giovane casa editrice il cui lavoro risulta rivoluzionario nel proprio settore.
Vanessa Combattelli ci fa conoscere questa nuova realtà culturale che va oltre i dogmi imposti: se la bellezza di un libro sta nella libertà che esso ci regala, possiamo dire che questi giovani editori rispecchiano appieno il principio.

VC Partiamo dal vostro lavoro: esattamente di cosa vi occupate e come mai avete fatto questa scelta?

LF Le Frecce nascono nell’ottobre del 2016, con l’obiettivo di ridare alla luce testi che hanno avuto nel corso della storia un forte impatto sulle società, narrando le vicende storiche e i principali protagonisti dei cambiamenti avvenuti nell’epoca moderna e contemporanea: tale compito si riflette nelle collane “Novecento”, “Risorgimento” e “Internazionale”. Valutiamo anche le opere dei potenziali scrittori “in erba”, attraverso la nostra collana dedicata agli autori “Inediti”.

VC Cosa vi differenzia dalle altre case editrici?

LF Il fatto che siamo molto attivi non soltanto nel formato tradizionale cartaceo: la maggior parte dei libri presenti nelle nostre collane sono pubblicati anche nella versione digitale (ebook). Inoltre localizziamo in italiano film e documentari abbastanza famosi al di là dei nostri confini ma che, per un motivo o l’altro, non sono mai stati tradotti. Infine abbiamo un portale interno al nostro sito, chiamato Salotto Letterario, aperto a coloro che vogliono collaborare con la nostra redazione e desiderano pubblicare le proprie recensioni sia nel campo letterario che del cinema (film e serie tv).

 

 

 

VC Che genere di futuro vedete per l’editoria e i libri?

LF Più che il futuro siamo interessati allo stato attuale dell’editoria italiana. Anche se negli ultimi anni gli ebook e le vendite online hanno creato un loro spazio di mercato all’interno della filiera tradizionale, ci troviamo ancora in un settore fortemente sbilanciato dove sì predominano i “Big” (Mondadori, Rizzoli, Feltrinelli, Einaudi, ecc.), ma nel quale ogni anno la maggior parte delle novità viene pubblicata dalle piccole-medie case editrici. Una situazione che si riflette anche nell’editoria di Destra, dove a fronte di una forte attività vi è l’impossibilità – per un motivo o l’altro – di fare quel “salto” che permetta, alla maggior parte dei titoli pubblicati, di poter entrare nelle grandi catene di librerie. Un problema che gli editori di Destra, ultimamente, stanno cercando di affrontare attraverso progetti ancora in stato embrionale, verso i quali potremmo vederne l’efficacia solo nel lungo periodo.

VC Quanta importanza ha la cultura nella politica? Oggi ritenete che sia ancora così?

LF Facciamo una premessa: in Italia questo binomio è stato spezzato alla fine degli anni ’80, con il ricambio generazionale della classe dirigente, seguito poi dai fatti di Tangentopoli e l’ascesa in campo di Berlusconi nel 1994. Da allora politica e cultura hanno assunto due posizioni totalmente agli antipodi: ciò vale soprattutto oggigiorno, dove prevale il mondo digitale dei social network e delle comunità online, nei quali ciascun individuo si “plasma” a seconda del proprio alter ego digitale (i selfie, le amicizie virtuali, i mi piace ecc. ecc.). In una situazione del genere capita, mentre usiamo il pc o lo smartphone, di leggere notizie che parlano dell’uso a mo’ di “centro commerciale” dei principali luoghi culturali , che gli italiani leggono sempre meno o delle dichiarazioni del sottosegretario alla cultura che ammette di “Non leggere un libro da tre anni”. D’altronde che mi importa di sfogliare le opere di Tolstoj, Mann, Kafka, Orwell, Proust e così via se posso passare una “sera da Re” in discoteca con gli amici?


VC Come pensate di avvicinare le nuove generazioni a questo mondo?

LF È una domanda a cui è difficile rispondere poiché, collegandoci a quanto detto nella domanda precedente, in Italia si legge poco e solo determinati generi letterari. Dal nostro punto di vista siamo riusciti ad avvicinarci ai più giovani facendoci conoscere attraverso gli eventi ai quali abbiamo partecipato, le conferenze e le presentazioni dei nostri libri. I risultati che abbiamo ottenuto, finora, sono stati molto buoni considerando – e voi di Giovani a Destra lo sapete bene – che viviamo in una nazione dove c’è stato un monopolio culturale, dal dopoguerra ad oggi, dei partiti di estrema sinistra.

VC Dalla vostra descrizione vi ritenete “un progetto di editoria alle penne in cerca di una casa”,

questo risulta assai importante in un mondo molto competitivo. Che genere di soddisfazioni avete potuto raggiungere fino ad oggi attraverso questo metodo quasi rivoluzionario?
LF Di aver voluto dare una possibilità a coloro che non sono mai riusciti a pubblicare il proprio manoscritto. Tale decisione, per quanto possa sembrare azzardata, ci ha portato a scoprire delle opere che sono diventate poi i nostri titoli di punta come il romanzo “Il futuro di un passato imperfetto” nel quale si evidenziano i mali delle società occidentali – come l’abuso di potere delle minoranze sessuali o la moneta virtuale per valutare se un cittadino è “buono” o “cattivo”- sullo sfondo di un mondo ultratecnologico e distopico.

VC Cosa ispira il vostro lavoro?

LF Il voler individuare e valorizzare quei personaggi conosciuti ma ancora mal interpretati, dovuto anche alle letture tratte da “Wikipedia” che non calano il lettore dal punto di vista degli autori. È un compito difficile ma che cerchiamo di portare avanti, grazie anche alla schiera di lettori che siamo riusciti a creare attorno alla nostra casa editrice.

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