Perché è importante la Legge Meloni

di Marika Porcelli

Un apprensivo e amorevole genitore un giorno si distrae, è impegnato, o nervoso, o semplicemente è confuso a causa di un cambiamento nella sua solita routine… e dimentica il proprio figlio in macchina. “Morte per ipertermia” è la designazione ufficiale.

Nell’ultimo ventennio i casi di bambini morti, perché dimenticati in auto, nel nostro paese sono stati otto, relativamente pochi se si guarda alle statistiche riguardanti il resto del mondo: in Europa non esiste ancora un database che raccoglie tutti i casi di morte infantile dettagliatamente codificato, ma sappiamo dalle rispettive Commissioni di Sicurezza dei Consumatori che tra Francia, Belgio, Spagna e Irlanda si sono verificati circa 36 casi (indicativamente nel periodo 2006-2017); ben diversa è la situazione negli Stati Uniti dove dal 1998 a oggi 711 sono stati gli episodi di bambini morti dentro l’abitacolo dell’auto di famiglia; in Brasile i casi accertati sono 45 di cui 24 decessi; in Israele, invece, si segnalano 381 episodi.

Gene Weingarter spiegò come fino al 1990 (circa) episodi del genere si verificavano con una certa rarità, ma le cose cambiarono con l’introduzione dell’airbag: l’apertura di quest’ultimo può essere particolarmente pericolosa per un bambino e per tale ragione è stato suggerito da esperti della sicurezza stradale di posizionare i bambini con i rispettivi seggiolini nei sedili posteriori, con l’aggiunta di rivolgerlo nel verso opposto per tutelarli maggiormente in caso di incidente. E mai nessun esperto avrebbe potuto immaginare che norme studiate appositamente per la tutela dei “piccoli passeggeri” potessero avere conseguenze così violente.

Il copione è sempre il medesimo: un genitore particolarmente stanco o agitato, dimentica di lasciare il proprio figlio in un preciso luogo (generalmente l’asilo) e procede il resto della giornata come se lo avesse fatto. Solamente in un secondo momento, grazie a una telefonata che rammenta al pensiero del figlio, ci si ricorda dell’irrimediabile dimenticanza, con conseguente corsa verso il veicolo e scoperta del tragico evento.

La prima domanda che balena nella mente di ognuno di noi è: quale razza di persona si dimentica del proprio figlio?
Ed è qui che si riesce a capire quanto il cervello umano possa essere debole. Capita a genitori di ogni età, etnia e classe sociale. Senza distinzione alcuna.

Ma si è mai fatto qualcosa di realmente utile ed efficace per espungere o, almeno, diminuire il verificarsi di questi episodi?
Da tempo ormai l’Onorevole Giorgia Meloni (Fratelli D’Italia) ha preso a cuore la suddetta causa, portando avanti diverse lotte per sensibilizzare e “istruire” sulla gravità di questi episodi. In una recentissima intervista, l’Onorevole spiega come l’essere diventata mamma l’abbia ampiamente spinta a occuparsi dell’argomento enunciando testuali parole :”Credo valga per tutti i genitori, ma anche per chiunque senta notizie di bambini di 18 mesi o 2 anni che sono morti dentro un’auto che ha raggiunto i 50 °C. Penso che ciascuno abbia avuto lo stesso tuffo al cuore”.

Da qui è nata la proposta di legge che prevede dei segnali acustici capaci di avvertire i genitori della presenza dei bambini, anche se proposte simili furono fatte nelle precedenti legislature.

Il 25 settembre 2018 è arrivato così il via libera della commissione dei Trasporti della Camera alla legge Meloni: il Senato ha approvato in via definitiva con 261 ‘sì’, nessun contrario e un solo astenuto il provvedimento sui seggiolini salva-bebè diventa legge!
Sperando che negli anni a seguire non dovremmo più sentire di bambini innocenti morti per disattenzione o chicchessia, rinnoviamo i nostri complimenti all’Onorevole Meloni per l’importante traguardo raggiunto!

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