Chiacchierata con un giovane militante identitario e Mario Borghezio

di Andriy Galtieri.

Oggi faremo quattro chiacchiere con l’On. Mario Borghezio, eurodeputato in quota Lega Nord ed un giovane militante identitario, nome di fantasia, Luca, attivo nell’area politica definibile di “destra”, per usare un termine volutamente non accurato al 100%.

 

Vista, anche, la sua militanza giovanile nella Jeune Europe, che bilancio può trarre da quello che è diventata l’Europa?

Mario Borghezio: negativo. Il bilancio è assolutamente negativo, quella odierna non è nemmeno avvicinabile ai nostri sogni. Questa è l’anti-europa. Durante la militanza nella JE noi volevamo distruggere (quel sistema) per ricostruirne, ovviamente, uno nuovo. Non ci sentivamo minimamente conservatori, non c’era nulla da conservare.

Luca, cosa ti “spinge” ad essere attivo politicamente, alla tua giovane età, a passare i tuoi venerdì sera ad una conferenza piuttosto che a ballare con gli amici?

Luca: Penso l’amore per la propria terra e la difesa delle proprie radici, della propria cultura, della propria identità. Se una persona non valorizza la propria provenienza, non è a conoscenza della propria storia, non può avere i giusti ‘stimoli’ ad andare avanti, perché è questo che si deve fare: andare sempre avanti, “c’è sempre qualcosa di più, un po’ più in là… non finisce mai” diceva il poeta americano Jack Kerouac nel suo libro “Sulla Strada”. Questo non vuol dire non uscire di casa a divertirsi con gli amici, fare le proprie esperienze, far “bagordi” – non sono né un moralista, né un benpensante.

Steve Bannon, ad Atreju, ha lanciato la propria sfida – “alle stelle”, come direbbe Marinetti – lanciando una propria “confederazione” di movimenti sovranisti, populisti ed identitari, alternativi al sistema. Come si pone, lei, a riguardo?

MB: Steve Bannon che pensi all’America, all’Europa ci devono pensare gli europei. La risposta deve partire dall’interno dei continenti, partendo dai propri popoli.

Luca: si, in parte l’On. Borghezio ha ragione, la risposta, il riscatto, la “reazione” deve partire dalla popolazione europea che deve riscoprire se stessa in quanto tale, in quanto portatrice di una ben determinata storia. Il “The Movement” può essere un’ottima proposta, ma se realmente europeista ed europea, ovvero proveniente da Oltreoceano. “Non è tutto oro quello che luccica”, la proposta di Bannon è allettante, un contenitore nel quale racchiudere le forze anti-establishment. Ma rilancio una domanda ai tuoi lettori: come si può parlare di sovranismo quando chi ti viene a chiamare è extra-europeo?

Come può essere cambiata la Lega nel tempo, e, soprattutto, con l’esperienza di Governo?

MB: La Lega è cambiata molto negli anni, ma c’è anche da dire che è cambiato il mondo.

Luca: “La materia, sola a sé stessa, o muore o si suicida; solo l’ideale ha una valenza eterna”, scriveva in “Militia” Leon Degrelle, evidentemente la mission politica della “Lega Nord Padania” si può definire come il primo esperimento politico post-ideologico, con schemi da epoca ideologica, basti pensare “la sezione”, il “il provinciale”, “i soci”, “le quote”, “il gazzettino settimanale” sono tutti indicatori di un impegno militante quotidiano che solo una fede ideologizzante ti può dare. Oramai questo mondo non c’è più, è quasi del tutto scomparso.

C’è da dire che la frase dannunziana “innovarsi o morire” è stata ben interpretata dalla Lega e soprattutto dal suo leader Matteo Salvini, il quale è riuscito a chiamare a raccolta tutti gli identitari d’Italia – da nord a sud. Risvegliando e mantenendo viva ogni pulsione identitaria/territoriale, delle quali è ricca la Penisola.

Luca: Salvini è riuscito a compiere quel processo di popolarizzazione delle politiche di destra che non è riuscita alle tradizionali formazioni.

Ti riferisci ad AN e la sua successiva evoluzione Fratelli d’Italia?

Luca: Si, ma non solo, a tutto il panorama italiano. Non c’è una formazione alternativa al centrodestra moderato che abbia superato il 15% ad una tornata elettorale. Forse è per questo che ha “sfondato”, la novità, la “rottura con l’establishment” – di moda dopo l’elezione di Trump – ma fatto sta che mentre gli altri sprofondano la Lega cresce. Quello che manca, però, è un vero e proprio nuovo humus culturale, perché se la battaglia non è prima di pensiero non si potrà tradurre in azione, in pratica quotidiana. Come si dice “pensiero ed azione”?

Questo siamo “Pensiero ed Azione”.

 

(le dichiarazioni dell’On. Borghezio sono state rilasciate al sottoscritto il 28/09/2018 a margine della conferenza della Lega Lombarda dal titolo “Sovranismo, ultimo baluardo per la difesa delle identità dei popoli europei” tenutasi a Pregnana Milanese)

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